Finali ragazze 2009

Le Ragazze del softball del Milano 1946 hanno confermato ieri a Sala Baganza il piazzamento raggiunto con i playoff, ottenendo il terzo posto nella sfida finale per lo scudetto 2009 contro Bollate (vincitrice) e Sala Baganza (argento) e superando Nettuno.
Le partite della giornata di finalissime, giocate in uno splendido impianto con una cucina e un’ospitalità cordiale e efficiente degne della tradizione parmense, hanno visto prima un “cappotto” del Bollate al Sala Baganza (10-0), poi una
sfida tiratissima fra le nostre ragazze e il Sala Baganza (un inseguimento da 4
a 0 a 8 a 5), e infine una chiusura fra Bollate e Milano46 vinta dal Bollate 13
a 2.

Il commento tecnico è molto semplice, dopo l’ampia analisi che avevamo fatto dopo le semifinali: la ciocciutaggine, la disciplina e la continuità mostrate dalle ragazze del Milano nella fase finale della stagione e nella (tardiva) preparazione di settembre hanno portato a un risultato insperato, mettendo la squadra nelle condizioni di giocare contro compagini che hanno sempre giocato ai massimi livelli.

L’eccezionalità di questo risultato, unico nella storia recente del Milano, va sottolineata ancora una volta, e ne va dato atto alle ragazze.
Se c’e’ una lezione da trarre (con un pizzico di rammarico) è che il lavoro paga, e che a nessuno che si alleni e voglia vincere è precluso arrivare a un passo dallo scudetto.

Bianca, Marzia, Chiara, Alice, Nina, Marta, Maryezis e Federico ci sono arrivati.
Per arrivare poi a mettersi quello scudetto sulla casacca, ci vuole qualcosa in più.

Arrivati questi livelli, era inevitabile vedere i limiti della nostra squadra:
la formazione dei lanciatori e dei ruoli più
“tecnici” (catcher, prima base, interbase) richiede un vivaio ampio,
una dedizione all’allenamento, e uno staff tecnico che la nostra squadra non
aveva a disposizione, e il roster limitato ha costretto a ricorrere all’aiuto
dei Ragazzi, bravissimi (bravi e coraggiosi Claudio e Pablo finiti in
infermeria, bravi e meno sfortunati Domenico e Guly), ma non addestrati allo
“stile softball” (soprattutto: tecnica della rubata, bunt, e velocità
dei lanci, che a causa della precocità fisica delle ragazze sono, a quest’età,
molto più tesi nel softball che nel baseball).

Le due partite della finalissima hanno vissuto di questi limiti:
le due-lanciatrici-due del Milano, sempre al limite del numero di inning regolamentare, senza possibilità di rotazione, fra l’altro dimezzate da infortuni e acciacchi (eh, l’età avanzata… oltre alle palline sugli stinchi dai battitori avversari), sono state sovrastate da roster avversari con quattro o cinque lanciatrici disponibili, e l’attacco ha colpito poco (un problema cronico dall’inizio dell’anno) e, in base, non ha avuto le “malizie” di squadre che giocano di più, e giocano sempre e solo a softball, usando quindi di più le rapide partenze sul lancio e l’aiuto dei bunt.

Il solito paio di pasticcetti della difesa (due prese al volo facili uscite dal guanto in seconda e all’esterno sinistro, e un paio di rotolanti che hanno infilato tre difensori… ah, ragazze… quante palle a terra ancora da fare in allenamento!) hanno aggiunto 5 o 6 punti non addebitabili al lanciatore al carniere delle avversarie, infine, un manager poco familiare con i giocatori “non softball” che usava ha mandato allo sbaraglio un paio di rubate all’inizio della prima partita, e ha poi preferito prendere atto della situazione e scommettere sui battitori, contribuendo a un esito che avrebbe potuto essere forse migliore contro Sala Baganza.

Il divario 13 a 2 con Bollate invece era incolmabile, e un’amichevole di allenamento dieci giorni fa (10 a 0) ci aveva avvisati in proposito.

Allora erano mancati anche i due punti “della bandiera”, che Sala Baganza non è stata capace di rifilare al Bollate, e dei quali invece noi stavolta possiamo essere fieri, grazie a Marzia, Chiara, Pablo e Maryezis, che in una rapida sequenza di toccate e corse azzeccate al terzo inning hanno mostrato la bandiera ai forti avversari, impendendo che una partita segnata da 13 k su 21 battitori
diventasse una passeggiata come era stata Bollate/SalaBaganza (sei k consecutivi, una sola base ball, una sola valida in una partita delle giovanili? D’accordo, d’accordo: la lanciatrice partente e il rilievo erano le due ragazze scelte per la Nazionale lombarda, poi Italiana, poi Emea,che ha disputato le World Series Under 13 in agosto arrivando quinta nel MONDO. Battitori che hanno preso un K, vi sentite meglio, adesso? Lo avete preso da due delle 20 migliori lanciatrici under 13 del pianeta).

Quindi, in sintesi:tanto di cappello alle ragazze e ai ragazzi del Milano46 che hanno disputato questa finalissima (e tirata d’orecchi a chi sabato sera si è mostrato deluso. “Deluso” da un terzo posto nazionale?!? Bisogna esserre delusi e anche amareggiati e un pochino arrabbiati degli allenamenti mancati, dei ritardi, delle pigrizie, della poca voglia di correre e farsi atleti).

Più atletismo, più corsa, più braccia battendo al toss, più regolarità, maggiore presenza della società e dello staff tecnico “alto” [impossibile non citare con
immensa gratitudine Clemente Alvarez, che per tutta la primavera ha “aggiunto una marcia” ai battitori e agli interni, non potendo intervenire sui lanciatori vista la sua squisita formazione baseball],e l’anno prossimo la qualificazione alle finali potrà sembrare “cosa dovuta”, e una sconfitta contro la portaerei del
Bollate o contro le 18 ragazze 18 (di cui 5 lanciatrici) del Sala Baganza, con
i loro due campi a disposizione, tunnel a tempo pieno, allenatori specializzati, allora sì, potrà essere oggetto di commenti.

Oggi, per le ragazze è una vittoria, per tecnici dirigenti e genitori è occasione per riflettere e programmare.

 

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