Sudoku – allenare vista e concentrazione

sudoku_small

Un rapido consiglio pratico, invece delle divagazioni metafisiche delle ultime puntate.

Uno strumento che ho imparato a usare in altro ambito ma che è utilissimo per l’allenamento dei battitori.

Viene chiamato con vari nomi ma fra i cacciatori di quaglie di frodo che frequentavo nella mia infanzia era noto come “sudoku”.

Scopo: allenare la vista alla “lettura” dell’intero “quadrante” in cui la palla può arrivare, identificare “punti ciechi”, e allenare la concentrazione (“guardare per vedere” invece che “mettere lì gli occhi e sperare in bene”).

Si capisce tutto dall’immagine che ho messo in epigrafe a questo post: un semplice programmino in excel genera a caso un quadrato che contiene 100 caselle numerate da 0 a 99.

Ogni volta in cui si esegue l’esercizio, si usa una diversa combinazione di numeri.

Il quadrato dev’essere di circa 20 cm di lato, e tenuto alla distanza cui si tiene un libro per leggerlo.

Senza penna o matita e senza usare il dito, bisogna trovare i numeri da 0 a 99, in ordine.

E fin qui, è banale.

Adesso diventa interessante.

Cronometrati.

(Non hai il cronometro? Tranquillo: le prime volte basterà una sveglia).

Ripeti con un altro foglio domani. Cronometrati.

Tieni un diario dei tempi.

Quando i tempi smettono di migliorare,

ripeti l’esercizio in tram.

In metropolitana.

In un bar rumoroso.

Con la televisione accesa.

Con musica nazi-rock-gothic-metal a palla.

In piedi.

Adesso diventa ancora più interessante.

Non puoi interrompere l’esercizio. Nemmeno per necessità fisiche, prurito, pisciare, gambe indolenzite.

CERTAMENTE non puoi interrompere per guardare il telefonino o per rispondere al telefono. Nemmeno se è moglie, mamma, zia, migliore amica, cliente, sponsor.

Non puoi abbandonare l’esercizio. Va portato a termine sempre.

Se “non si trova” un numero… bisogna trovarlo. C’è.

Sì, sembra pazzesco, sembra che non ci sia ma c’è.

No davvero: hai controllato tre volte, i minuti passano, ma c’è.

Prendi nota delle strategie che userai per trovare il numero che non si trova.

Prendi nota del numero che non hai trovato.

Prendi nota del prosismo numero che non trovi.

Alla fine, segna con una penna sul quadrante i numeri che non hai trovato.

Domani ripeti l’esercizio, segna i numeri dove ti sei incagliato.

Dopo dieci giorni guarda i fogli:

i numeri che “non trovi”, sono sempre nella stessa posizione?

Parlane con l’oculista, lui ha suggerimenti da darti (ginnastica ortottica, biofeedback) che ti riparmieranno qualche “K”.

Anche senza queste implicazioni ortottiche,

l’esercizio acuisce e allena in modo eccezionale la concentrazione.

Interessante analizzare (con il coach, con un collega) COSA più spesso ti distragga mentre ti sforzi di continuare:

rumori, suoni, pensieri, sensazioni fisiche, abbigliamento, sensazione di inutilità dell’esercizio? Sensazione di fallimento? Fretta?

Trasponi nel tuo comportamento nel box queste informazioni.

Non esiste “manuale d’uso” con interpretazioni preconfezionate:

è come tirare palline da tennis contro il muro e prenderle al rimbalzo: ti allena, e ti mostra errori degni di essere corretti.

DUE AVVERTENZE:

STAMPA SU CARTA: NON RIPETO NON GUARDARE SUL VIDEO DI UN COMPUTER (se non vuoi passare la prossima giornata a mettere collirio)

NON fare subito prima di giocare (per la lunga concentrazione su un oggetto vicino).

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