Diario di squadra – 5

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[Flames Flash, Allenamento 23 maggio 2013]

Tre idee dall’allenamento di ieri:

1) lanciatori.

Ci vuole pazienza… e allegria e fiducia. Se lancio in scioltezza e in velocità 30 palline, magari 15 sono ball.

Ma se lancio 30 palline preoccupato, guardingo, ralllentando il movimento… tirerò certamente 30 ball.

Allora: faccio il meglio che so fare OGGI, veloce, per divertirmi, puntando dritto al guanto del catcher.

… L’allenatore ha pazienza, le compagne aiutano.

Abbiamo detto che i lanciatori che hanno appena cominciato sono protetti dalla difesa, e entrano in partita quando il risultato non pesa soltanto su di loro.

Quindi, possiamo tutte lanciare sorridendo.

[vista dal dugout: quando le Flash sorridono, fanno PAURA!]

2) battitori.

Ieri abbiamo simulato una partita.

Invece di battere contro il lanciatore 30 o 40 palline, abbiamo fatto uno o due turni, come capita nella realtà. Qualche volta tirava un “cattivo lanciatore”, che tirava storto e ci ha fatto sospirare una palla battibile. Qualche volta uno che tirava sassate.

Cosa è successo quando ci siamo lasciate cullare dagli errori del lanciatore e siamo diventate pigre? Strike out!

Cosa è successo quando abbiamo attaccato quella singola palla buona con forza e voglia di spaccare la palla? Battute potenti e tese!

Cosa è successo quando abbiamo battuto qualche ball un po’ basso? La palla è partita via dritta e potente, avrebbe messo in difficoltà gli esterni.

Non tutti i ball sono brutti da battere, anzi. Ieri due palle un po’ basse sono volate via fortissime.

Poi abbiamo letto insieme lo score delle ultime partite:

sì, segnamo spesso rubando su palla mancata dal catcher avversario,

ma…

no… non otteniamo molte basi ball.

Stare lì a aspettare non ci aiuta. E’ più facile che arrivi uno strike-out, che una base ball.

Spesso il lanciatore avversario tira due palle per terra, ma poi ce ne infila tre veloci e ci sega.

Noi andiamo in base battendo (inclusi ovviamente i bunt).

Allora: con lanciatori avversari poco esperti ma non allocchi: non sprechiamo occasioni, attacchiamo la palla, picchiamo forte.

Le palle perse ce le godremo quando saremo in base, ma non le desideriamo quando siamo in battuta.

In battuta, vogliamo battere.

Subito, tanto, forte.

3) un tema importante: giocatori “grandi” e giocatori “piccoli”, giocatori “esperti” e giocatori “inesperti”.

Alle ragazze che giocano da più tempo, e che magari battono prima, terza, quinta, ho fatto un discorsetto ieri [vedi sopra, punto 2) ].

E’ ora di vedere qualche battuta da due, tre basi.

Ma poi ho fatto un esperimento con le ragazze “che SI SA che battono poco”, che “SI SA che sono piccoline”, che “SI SA che sono un po’ timide”. (Chi lo SA? Boh… “Si dice”… Un conto è “sapere”, un altro conto è “avere un pregiudizio”).

Ho tirato loro anche palle “difficili”, da lanciatore “evoluto”, dicendo loro che avevano solo due o tre lanci a disposizione.

Be’.

Hanno evitato le palle che non potevano battere, e hanno picchiato forte e bene le altre.

Media? C’è chi ha fatto uno strike out e una valida potente (ottima media), chi ancora meglio.

(La difficoltà che ho notato? Partire subito “caldi”, attaccare subito la prima palla, decidere subito. Andare sui ball pronte a batterli, a meno che non siano proprio orrendi. Teniamone conto, andiamo a battere con la voglia di picchiare subito).

Morale: nella nostra squadra NON ci sono battitori “scarsi”.

Non è un’opinione: l’ho verificato con i FATTI ieri. E posso garantirvi che tiravo forte, e tiravo “sporco”.

Tutti sbagliano, qualche volta, ma tutti sanno battere. Senza eccezioni.

(vogliamo ricordarci che il miglior battitore del mondo batte una volta sì e due no? Vogliano ricordarci che con una media di “uno su tre” si gioca da professionisti?)

L’errore non significa “non sono capace”. Significa: “l’avversario è forte”, oppure “in quel momento ero distratto”, oppure “devo correggere un po’ il gesto, accorciare il giro, tenere più stabili i piedi, eccetera”.

TUTTE COSE CHE SAPPIAMO E POSSIAMO FARE.

Domani (Bulls) e martedì (Legnano) in partita proveremo una nuova formazione in battuta, che dà responsabilità a TUTTE le giocatrici.

Lasceremo a casa la “mazza piccolina, perché io sono piccola”, porteremo solo le DeMarini e le mazze “che battono forte”.

Quindi: da domani, un lineup continuo di 9 battitori decisi, tutti al lavoro per la squadra senza preconcetti,

con la massima fiducia degli allenatori.

Gli errori fatti battendo forte serviranno per imparare.

Le battute fatte battendo forte… yum yum!!!

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