Diario di squadra – 7

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Flames Flash a Caronno, due sconfitte 13/4 e 9/2

Questo allenatore non commenta MAI, per principio, sui pettegolezzi degli spettatori avversari, sull’accoglienza, sull’arbitro o sui comportamenti a bordo campo, e va volentieri in trasferta per fare un favore a un’altra società, anche a costo di giocare inaspettatamente senza dugout, senza acqua, senza luci (che in casa avremmo avuto), quindi pass…iamo direttamente al secondo paragrafo.

Le sconfitte di Caronno erano preventivate, erano due partite difficili “per imparare”, in vista delle prossime.

La volta precedente avevamo giocato un po’ meglio UNA delle partite, ma con una giocatrice espera in più in campo, e 10 gradi in meno di temperatura.

Vi dico due o tre cose che ho imparato io: forse le sapevo già, ma ieri le ho imparate come allenatore di QUESTA squadra specifica, quindi le propongo a voi.

Sono le cose che penso ieri ci abbiamo impedito di fare UN PO’ meglio (non potevamo fare MOLTO meglio, contro un lanciatore che tira il 20% in più delle velocità qui siamo abituati con altre squadre tranne Bollate-1):

a) l’atletismo importa.

a 30 gradi, con dugout scoperti, partite lunghe, il fiato importa.

Essere abituati a correre importa.

Avere qualche chilometro nelle gambe importa.

Importa per il lanciatore. Importa per il catcher. Importa per il difensore che deve fare quello scattino in più per essere SULLA palla e non QUASI sulla palla.

Importa per essere pronti e lucidi anche al quarto inning, sapere vedere le situazioni, poter ascoltare i suggerimenti.

Come si allena la resistenza al caldo e alla fatica?

Giocando al caldo. Allenandosi al caldo.

Come si allena la capacità di fare uno scatto anche dopo tre ore che giochi?

Scattando sempre, in allenamento, quando si entra e si esce dal campo, quando si raccolgono le palline dell’allenamento alla battuta.

Non possiamo diventare dei cammelli, ma possiamo abituarci a chiedere al nostro corpo un po’ di più di ciò che è “comodo”.

b) la quantità di palline che batto in allenamento, importa.

Abbiamo cominciato tardissimo l’allenamento alla battuta, ci sono mille cose che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di affrontare,

e poche volte abbiamo potuto fare le 50 battute a allenamento che a me sembrano NECESSARIE per essere sicuri in battuta.

E si vede. Si vede in qualche esitazione (anche se gli strike guardati sono stati pochissimi, e va bene così. Gli strike out contro un lanciatore che tira a 55 miglia da 10 metri, NON SONO UN PROBLEMA. Chiunque, adulto, abbia un’opinione differente, può venire con me nel tunnel giovedì 5 minuti).

Quindi: bene chi ha attaccato ogni strike e non ha colpito, bene chi ha colpito in foul o a terra, benissimo chi addirittura ha colpito valido.

Fra questi: Xina! Hai battuto una palla che poche giocatrici VEDONO (una valida e un out al volo sul terzabase). Chiara: bentornata (tre su quattro)! Franci. Ludo.

Però, più battiamo in allenamento, più tranquilli e elastici saremo in partita.

Non perdiamo altro tempo. Mi raccomando gli allenamenti.

c) difesa.

Da giovedì cominceremo DUE nuovi “progetti”, affidato a Fabrizio, che si dedicherà solo a questo sia in allenamento sia in partita.

“PROGETTO GUANTO”

e

“PROGETTO TIRO”.

Significa che faremo, fin dal riscaldamento, poi durante la fase di difesa, esercizi anche nuovi, e faremo meglio quelli che conosciamo,

e poi guarderemo in partita,

e poi vi daremo delle foto e video,

e poi faremo “lezioni private” a ciascuna su singoli dettagli,

e per chi è pronto magari un po’ di “muscolo” nel braccio,

per portare TUTTA LA SQUADRA, in qualche mese,

a avere sicurezza nella presa di un tiro [tanto da poter mettere a giocare in primabase, in caso di emergenza, TUTTE le nostre ragazze]

da lì poi viene la sicurezza nel prendere le battute,

e TUTTA LA SQUADRA a sapere tirare dritto dalla terza alla prima e dall’esterno al “taglio”.

Chi più forte, chi meno forte, chi in fretta chi non più calma,

con pazienza,

ma TUTTE dobbiamo saper mettere il guanto a terra, portare le due mani nella presa, girarci e tirare nel guanto dell’amica.

SOTTOLINEO: NEL GUANTO DELL’AMICA.

TIRARE E PRENDERE E’ UN GIOCO DI SQUADRA.

TIRARE RIGUARDA “NOI DUE” (NOI TUTTE).

La battuta si può allenare anche DA SOLE, con un tee. Ti metti lì e guardi la palla che vola.

Tirare e prendere, invece, bisogna farlo INSIEME.

Tiro per DARE la palla a una COMPAGNA, non per mandare la palla “da qualche parte”.

PRENDO perché la palla è diretta a ME da una compagna che me la tira per uno SCOPO (fermare un corridore, fare un out, tornare a lanciare).

Questo è molto più importante di qualsiasi raffinata strategia di difesa dalle rubate,

ed E’ IMPORTANTE QUANTO IL LAVORO PER FORMARE LANCIATORI CHE TIRANO STRIKE.

Ultima annotazione, a proposito:

i LANCIATORI:

l’allenatore avversario viene a chiedere: “dopo i primi tre inning (cioè dopo il duello fra Chiara e la migliore lanciatrice avversaria), mettiamo i manager a lanciare, invece delle lanciatrici “.

Sottinteso: “le seconde lanciatrici sono tutte principianti, tireranno ball, ci annoieremo”…

No.

Noi abbiamo potuto mettere in campo due lanciatrici, un terza era eventualmente disponibile in panchina. Elisa è stata infortunata ma ieri era con noi e fra meno di un mese potrà correre e lanciare.

Una lanciatrice è già più veloce e difficile da battere, anche se sbaglia un po’ di più.

L’altra viene battuta… ma fa almeno un K a inning. Abbiamo capito dove tira: dentro il piatto, magari più lento, ma dentro sicura. (Ieri: un K e due out in prima perché ha fatto “battere male”, a terra molle. E scusa tanto!)

A me sembra BELLO che su 14 ragazze ce ne siano 5 che lanciano (più magari qualcun’altra…),

e mi sembra giusto e utile che le partite siano fra squadre di Ragazze che giocano da sole una partita, con l’allenatore solo a guidare e suggerire.

Mi sembra giusto per noi e mi sembra giusto per il nostro sport in generale. Pensa se a calcio i rigori entrasse a tirarli l’allenatore…

Ci vediamo stasera a Desio, ma soprattutto tutte domani a Seveso.

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