Diario di squadra – 9

Flames Flash a Bollate, 17 giugno. Una vinta 10 a 5, una persa 8 a 7 con Red Fox.

1) Vittoria 10 a 5: poco da commentare, buon lavoro delle Flash.

Qualche difettuccio che vedremo poi anche nella seconda partita, ma buon lavoro in battuta, sulle basi e in pedana, fino alla fine (stavolta tocca a Bianca chiudere).

La stagione si chiude così con una media vinte/perse di circa .400 (su dieci partite, ne vinco 4 e ne perdo 6),

battendo tre volte su quattro tutti gli avversari “possibili”: Rescaldina/Milano, Bollate-2 (giovane età ma allenamento intenso e grande scuola) e Porta Mortara (lanciatrice cadetta che fa qualche domenica in serie B, buona organizzazione tecnica, panca lunga).

Si poteva fare meglio?

Uhm…. qualcosa sì: si potevano battere quegli avversari “possibili” 4 volte su 4,

e potevamo “azzannare” al polpaccio almeno una volta Legnano (5 a 3, ma soprattutto quell’8 a 7… ci siamo andati vicinissimi).

Ce lo diamo come obiettivo per la Coppa Regione.

Bollate-1 e Caronno erano fuori portata: Bollate-1 in termini assoluti perché è una SELEZIONE delle migliori atlete di quella società. Caronno perché la fortuna (infortuni e assenze) non ci ha aiutati, sennò…

Un piazzamento che realisticamente è il meglio che potessimo fare, considerato che Bollate, Caronno e Legnano sono le squadre abbonate fisse alle finali nazionali.

2) Sconfitta 8 a 7, di stretta misura e evitabile.

Non gravi errori, ma tante disattenzioni e piccole pigrizie.

Come mai?

Ci sono due possibili spiegazioni.

[Ce ne sarebbero tre, ma l’arbitro è come la pioggia, l’erba, il caldo o la lunghezza del campo: devi prenderne atto, e adattarti. Inutile recriminare.].

[Aperta parentesi: io ho due antipatie fisse: gli arbitri arroganti, e i genitori-allenatori-fenomeni con la fissa del terribile ghiaccio spray. Quando a un certo punto della partita ieri un Fenomeno si è messo a spruzzare GELO CHIMICO su… ahem… parti delicate dell’arbitro che aveva appena chiamato out tre nostre giocatrici SALVISSIME, e aveva scambiato per ball trenta strike consecutivi… ho fatto dei pensieri NON SPORTIVI, e ho sorriso. Dio li fa e poi li accoppia!].

Ma torniamo alle cose serie.

Tolto l’arbitro,

la prima spiegazione è il caldo torrido. Abbiamo giocato dalle 16.30 alle 21, e alle 23 c’erano ancora TRENTADUE gradi.

Abbastanza da rendere molli le gambe a chiunque.

Non sono propenso, di solito, a cercare scuse nel freddo o nel caldo (fa caldo o freddo anche per l’avversario, eh? Non è che nel dugout avversario ci fosse la doccia o la spiaggia…),

ma se a 32/34 gradi di temperatura qualche corridore non ha lo sprint, non posso lamentarmi troppo.

Anche una certa distrazione “mentale” (a un certo punto per svegliare la squadra mi sono messo a fare numeri da circo e a chiamare rubate “suicide”. Due out, ma alla difesa successiva eravate vispe come grilli, e aggresisve. Ma non fatemi fare ‘ste cose, raga… già sono aggressivo e un po’ matto di mio… Mi piace di più vedervi giocare allegre e battere, che mettermi lì a ricamare bunt-rubata-bunt-rubata per fare un punto).

La seconda spiegazione è: brutti fondamentali.

Non uso mezze parole: BRUTTI.

La mano destra lascia la mazza a metà girata. Vado a prendere la palla a terra come se stessi giocando a calcio. Mentre prendo una palla al volo sopra la testa, invece di flettere le gambe faccio un saltello buttandola fuori dal guanto (ormai era entrata). Raccolgo la palla ferma a terra stando in piedi, piegando la testa e le spalle, e usando le dita del guanto puntate a terra invece della mano nuda o del guanto “a paletta”. Sto in mezzo alla corsia senza palla e regalo la base per ostruzione al corridore che mi investe. Con uomini in base tiro alla cieca, colpisco il dugout o il palo di foul invece del guanto della compagna. Faccio il bunt, vedo che la mazza è un centimetro sopra la palla, invece di insistere e toccarla decido che è ball e la lascio passare.

I punti avversari entrano così. I nostri punti NON entrano così.

Allora qual è la spiegazione?

“Fa caldo” o “non sappiamo giocare”?

Il caldo vale anche per l’avversario, e se abbiamo vinto tre partite su quattro contro TUTTE le squadre del nostro livello (perché non 4 su 4, allora? Il mio mestiere è chiedermelo e darvi la soluzione) significa che SAPPIAMO giocare.

Io penso che la spiegazione sia la seguente:

QUANDO UN GIOCATORE E’ STANCO, SOTTO STRESS PER LA PRESSIONE DI UNA PARTITA IMPORTANTE, O E’ STREMATO DAL CALDO E DAL FREDDO,

NON FA I GESTI CHE SA FARE,

NON FA I GESTI CHE VUOLE FARE,

MA FA I GESTI CHE E’ PIU’ COMODO FARE.

Non fa le cose che ha appena imparato, fa le cose che ha “sempre” fatto.

Non fa i gesti che richiedono forza di volontà e attenzione, fa i gesti che l’abitudine suggerisce.

Non gioca come ha imparato a giocare dieci giorni fa, gioca come due anni fa.

Perché quando il corpo è stanco, fa il minimo sforzo necessario, si appoggia alle cose che conosce meglio.

Quindi:

il caldo c’entra, ma non perché “ci paralizzi”, bensì perché ci “riporta indietro” a ciò che abbiamo allenato PER PIU’ TEMPO.

O a gesti istintivi, se non ci siamo allenate abbastanza.

Quindi: non è “colpa del caldo” DA SOLO, e nemmeno che “non so giocare”.

E’ che devo capire che un gesto NUOVO (e qualche volta per la nostra squadra è “nuovo” fare gesti fondamentali minimali: guanto a terra, sedere basso, peso sugli avampiedi, mani avanti in battuta)

devo farlo per SETTIMANE perché diventi “mio”,

cioè perché diventi il gesto CHE FACCIO QUANDO FA CALDO.

Se vado a UN allenamento in cui si lavora “di fino” sul guanto a terra, e poi non ripeto per due settimane,

quando sarò sotto pressione NON userò ciò che ho imparato quel giorno.

Non è come andare a una conferenza e “sentir dire” qualcosa.

Devo VIVERLO intensamente e ripetutamente, perché il mio corpo lo faccia DA SOLO quando la mia testa è bollita dal caldo e dall’esaustione di QUINDICI PARTITE in QUINDICI GIORNI.

Quindi:

sì, il caldo,

ma allenandoci di più, e CREDENDO di più nella necessità di migliorare alcuni fondamentali, avremmo battuto il caldo.

Stasera comincia un periodo di allenamenti dedicati proprio a quei fondamentali, con più attenzione – adesso che non abbiamo la pressione delle partite di campionato – alle reclute appena arrivate,

e con attenzione pignola [Fabrizio sarà un “sergente”, guai a lui se sorride! 😉 ] a quelle “stupidaggini” come tenere il guanto piatto, mettere i piedi intorno alla palla, fare SEMPRE destro/sinistro anche se intorno c’è il caos.

E magari un po’ di allenamento allo scatto in diamante, alla corsetta breve ma veloce.

Per un paio di voi reduci da infortuni o malesseri “da crescita”, lavoreremo con i Vostri terapisti e arriveremo a settembre in grande forma.

Per chi parte per le vacanze: parliamoci un attimo, potrò dirvi due cose da fare in vacanza quando avete voglia.

Portatevi il guanto in spiaggia, papà può aiutare.

In ogni caso: non so voi, ma io mi sono divertito e sono contento del lavoro che avete fatto e dei risultati.

Penso che possiate fare meglio, ma su una buona base.

Appuntamento a Castelfranco a fine Agosto per la prima verifica di un’estate di divertente lavoro.

Poscritto: qualche giorno dopo l’arbitro mi incontra e si scusa per l’errore di interpretazione della regola che ci è costato il secondo incontro. Amen. Dovevo protestare la partita? Ma dài…

Però parliamone:

il nostro corridore è in terza.

Azione di gioco, gli esterni tirano la palla verso casa, il corridore scivola.

il tallone destro “ara” la terra rossa per due centimetri buoni e il piede si ferma contro il piatto.
Il catcher non ha ancora la palla. La prende, tocca in ritardo il corridore.

L’arbitro chiama out perché “il piede del corridore dev’essere SOPRA il piatto”.

No. Il nostro corridore ha fatto bene. Ha corso veloce e ha usato la scivolata per frenare CONTRO la base.

Qualcosa che potevamo fare meglio?

Teoricamente: scivolare “di pancia” veso destra, visto che il catcher stava giocando vicino al piatto, e allungare la mano sinistra sul piatto.

Avrebbe significato scivolare a faccia avanti verso le scarpe di un giocatore avversario. A dieci/undici anni? Credo che il nostro corridore abbia fatto bene come ha fatto.

Parleremo delle scivolate. In una giornata bella calda, prendiamo la pompa e… swish!!!

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