Diario di squadra -11

Toerno sull’argomento della partita di sabato scorso, dopo aver letto qualche commento delle Ragazze, e dopo aver letto con attenzione lo score.

Questi appunti sono soprattutto per i coach, e per chi ha partecipato al dibbbattito. Le Ragazze possono leggere se sono curiose, ma a loro spiegherò in modo più semplice martedì.

I FATTI sono sempre interessanti.

“Abbiamo giocato bene all’inizio poi abbiamo mollato”? (cito almeno tre Ragazze, più altrettanti genitori).

Uhm…

In attacco?

No.

Siamo partite subito prendendo due K al primo inning, tanti quanti nel terzo e nel sesto.

Abbiamo toccato la palla tre volte nel primo inning, due nel secondo, due nel terzo, due all’ultimo.

Il ritmo è quello, costante. Non è un gran ritmo [qui è il problema], ma è costante.

(Quando dico “toccato la palla”, intendo: girato la mazza e colpito la palla. Poi se la difesa prende la palla al volo, amen. A me importa che colpiamo spesso, bene e forte la palla. La difesa avversaria fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro, che è guardare la palla e girare forte, veloce).

Allora è IN DIFESA che 2siamo partiti bene ma poi ci siamo ammosciati”?

Anche qui: mah…

I lanciatori: due K al primo inning, due al terzo, due al sesto.

Basi ball concesse?

zero al primo inning, zero al terzo, zero al sesto.

QUATTRO al quarto inning, ovviamente (entra un lanciatore poco esperto, sempre).

Come pure, a quell’inning, 7 palle passate dal catcher o lanci pazzi.

Ma io quell’inning l’avevo preventivato a -4 punti, come faccio sempre.

Poi se va meglio di così, tanto di guadagnato. Ma non posso costruire la partita sperando che il lanciatore meno esperto IMPARI improvvisamente. Devo dargli un anno di tempo. O no?

Devo allenare nuovi lanciatori, devo calcolare che POSSANO anche prendere quattro punti per inning.

Basta arrivare al quarto inning, con una squadra che ha un lanciatore inferiore al nostro, 12 a zero, non 5 a 2…

“Un lanciatore inferiore al nostro”?

Be’, sì, se avessimo battuto, sì: 18 lanci pazzi e palle perse contro i nostri 14.

E’ quanto tieni ferma la mazza, che succedono i problemi: abbiamo preso 11 K e ne abbiamo fatti solo 7…

E le basi ball?

I nostri lanciatori ne hanno concesse 7, esattamente come l’avversario (conto fra le basi ball un colpito, per estrema semplificazione).

E allora?

Abbiamo forse rubato poco? Ci siamo fatti rubare troppe basi?

No.

Ci hanno rubato 5 basi e noi ne abbiamo rubate 10.

“Ma allora è colpa degli errori della difesa!” “Ah, quell’inning con tutti quegli errori!”.

Mah…

No: la difesa ha fatto, tecnicamente, DUE errori.

Ha un po’ pisolato, ha giocato male degli out che si potevano fare, arrivando tardi, tirando così così, ma gli svarioni clamorosi IN DIAMANTE sono stati due.

(attenzione: “errori” vuol dire “l’out era sicuro, e ci è caduta la palla dalle mani”. Quando “soltanto” si corre piano, si tira molle, non si cerca con grinta l’out, non lo contiamo come “errore” in senso tecnico. Ma non è una bella cosa).

E gli errori sono uno al secondo inning e uno al quarto.

Quindi, se è “stanchezza” o “delusione”, eravamo già “stanche” al secondo inning… O no?

Allora?

Come si è persa la partita?

I numeri dicono:

Attaccando poco, DA SUBITO.

E trascurando, in difesa, i fondamentali, DA SUBITO.

Non raccontiamoci storie sul “calo di tensione a metà partita”.

Abbiamo girato la mazza e toccato la palla, 11 volte contro 15 dell’avversario.

Per ogni volta che noi abbiamo girato la mazza, lui l’ha girata una volta e mezza. Non è una piccola differenza.

E abbiamo toccato la palla 3 volte al primo inning, 2 volte al secondo, 2 al terzo, 1 al quarto e quinto ma poi daccapo 2 al sesto.

Non c’è un drastico calo di prestazione “da panico” o “da stanchezza”.

Non è che siamo passati da 6 battute per inning a una!

C’è stata POCA AGGRESSIVITA’ DA SUBITO.

Appunto, secondo me c’è stata sottovalutazione DELLA PARTITA IN GENERALE e poi della necessità di accumulare punti per “proteggere” i nostri lanciatori meno esperti,

e magari anche per lasciar giocare senza pressione i battitori meno esperti, che entrano a metà partita.

A me piace fare PUNTI SUBITO.

Casomai, prendere degli out perché battiamo e ci prendono al volo, ma MAI prendere K guardati al primo inning.

Magari farci prendere rubando al primo inning, piuttosto che finire il primo inning con corridori sulle basi.

QUINDI, PER C0NCLUDERE:

(e in realtà ne discutevamo in questi termini con l’allenatore avversario, dopo la partita):

CHI PARTE LENTO, CHI NON ATTACCA SUBITO,

O CHI DOPO UN VANTAGGIO INIZIALE SI ACCONTENTA,

SPESSISSIMO VIENE RAGGIUNTO E SUPERATO.

La tesi “stavamo vincendo ma poi è subentrato il panico”, non trova riscontro nello score.

Invece si legge, nei numeri, “l’abbiamo presa troppo comoda, abbiamo girato la mazza poco, piano, e ci siamo messi nella condizione di doverla girare nervosamente alla fine”.

SOLUZIONE?

Lo dico sempre prima delle partite:

colpire subito,
non aspettare né la seconda palla, né il secondo inning, né il secondo turno di battuta

costringere l’avversario a correrci dietro,

e se ci rincorre, se segna anche solo un punto, giocarevcome se la partita fosse appena iniziata, e colpire ancora.

La squadra ha bisogno di relax?

Di “maggiore calma”?

Ma proprio per niente…

E’ stata anche troppo calma!

In allenamento ci lavoreremo ancora (anche su due “rimedi” che attueremo il prossimo week-end: non li scrivo qui perché leggono anche gli avversari).

Ma per ora volevo condividere una lettura fredda, oggettiva, di una partita che da troppe parti ho sentito descrivere come “siamo partite bene, poi abbiamo mollato”.

A margine racconto una storia che mi ha raccontato un’allenatrice americana di gran livello (per i colleghi: Gromacki).

E’ la storia del “treno merci”.

Lei diceva che ci sono partite in cui “sente arrivare il treno merci”.

Alla fine del primo inning stai vincendo 3 a zero, ma qualcuno fa un errore di distrazione e entra un punto.

Lei sente un rumore lontano.

Poi si va a battere, e due sventolate mal fatte portano zero punti.

Si sente un rumore, basso, in lontananza.

Per farla breve, al terzo inning arriva una base ball. Adesso il rumore è più chiaro: è un treno che sta arrivando, ma ancora lontanissimo.

Il corridore che era arrivato in base per ball ruba la due, e il nostro tiro in due è sbagliato. Niente di grave, ma era sbagliato. Il rumore del treno è più forte.

Bunt, sbagliamo la difesa. Corridore in terza e in prima. Il treno comincia a fischiare, ancora in lontananza.

Un’altra base ball. Basi piene. Cambi lanciatore.

Un K.

Ci rilassiamo un attimo, il nuovo lanciatore risolverà tutto. Invece una battutina alle spalle del seconda base che si poteva prendere al volo cade a terra e porta a casa un punto. Il treno fischia ancora, forte.

Uno giù, basi piene, una palla a terra secca trova il seconda base che, innervosito dalla battuta precedente, stava ancora pestando i piedi.

Entrano due punti, il treno adesso è arrivato rombando, e ci sta passando sopra. E’ un merci lungo un chilometro…
La sconfitta, è dovuta a un “improvviso calo di prestazioni”, o quel primo fischio lontano al primo inning diceva già come sarebbero andate le cose?

Quindi: occhi e precchie aperti subito, fieno in cascina subito, punti subito, out subito,

e il vantaggio non si DIFENDE, si AUMENTA senza supponenza.

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