Vince chi fa più errori? – 2

Allenamento di ieri, lanciatori e catcher.

La nuova palestra del mercoledì ha bellissimi giocattoli: trave d’equilibrio, funi, pertiche.

Grandioso.

Tranne le pertiche: dobbiamo riprovarci mercoledì… 😦

Usiamo subito la trave,

cadiamo, ci rialziamo.

Pausa per raccontare quello che un vecchio amico  (Po Bronson) ha scritto in un libro appena uscito (“Top Dog. La scienza del vincere e del perdere”):

un capitolo è dedicato alla differenza NEUROLOGICA fra pattinatori e giocatori di softball.

Il pattinatore artistico è tradizionalmente un perfezionista assoluto.

Quetso dipende in gran parte dal fatto che la sua performance è giudicata “esteticamente” da una giuria.

Il “congegno mentale” che ammette l’errore, in lui arriva a disattivarsi. NON PUO’ sbagliare.

Compete sorridendo da un orecchio all’altro. Dev’essere BELLO oltre che bravo. ben vestito, truccato, elegante, impeccabile.

Risultato: i pattinatori, appena fanno un errore, crollano.

Siccome sanno che UNA minima sbavatura li manda fuori “zona medaglia”, appena fanno una sbavatura passano da “sono un Dio” a “sono una merda”.

Si vede, nei filmati delle gare, una piccola incertezza, alla quale il 90% delle volte segue una caduta rovinosa. Si rialzano, ma non ce la fanno più. La testa è andata.

Noi?

Tiro un ball. Devo correggermi.
Un altro. Faccio un giretto, rifletto.
Bang! Strike! Non lo gira, sono ancora in gara.
Cambio. Lo gira a vuoto.
Adesso tiro sul filo, vediamo se ci casca. No, va in ball. Vabbe’.
Lui si rilassa. Conto pieno e io sbaglio molto. Entro di brutto con il drop più seducente che ho. Tocca male, palla a terra, il seconda base tira in prima, out.

Sbaglio, penso, riprovo, sbaglio, penso, riesco, rimonto, risalgo.

Noi siamo uno sport di GENTE CHE SA SBAGLIARE, CHE SA COME SI FA A CORREGGERE UN ERRORE.

E’ per questo che l’allenatore dà commenta sempre i gesti sbagliati.

Non rimprovera, non punisce, ma segnala sempre “pollice dritto”, “buono, braccio più disteso”.

Vuole COSTRUIRE in me l’abitudine a giudicare l’errore come una cosa PICCOLA, MOMENTANEA, RISOLVIBILE, DA AFFRONTARE SUBITO, UN LANCIO ALLA VOLTA.

Alternativa: lasciarmi sola a fare 20 lanci sbagliati, e permettere che la “vocina della pattinatrice” nella mia testa dica: “guarda: non sono perfetta, anzi sono sbagliata, non so lanciare, voglio andare a casa, voglio solo che questo inning finisca”.

No… io ho fatto UN errore, fa parte del mio mestiere e del mio gioco.

Il lancio era sbagliato, in questo dettaglio. Non sono IO che sono sbagliata, era solo sbagliata la posizione del piede.

Imparo, correggo, mi rialzo.

Vinco la partita nonostante gli errori.

Useremo gli attrezzi della ginnastica e del pattinaggio, ma… noi siamo quelli che NON MOLLANO.

Ma non per pura “caparbietà”, “ostinazione”: bensì perché hanno CREATO e ALLENATO la correzione dell’errore.

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