Tutti psicologi? E tutti malati?

Come ci ha ridotti male il dilettantismo in materia di psicologia…

(Nelle immortali parole di Freud: “come quella donna che credeva di essere una pediatra perche’ “era stata bambina e quindi aveva fatto esperienza”, cosi’ tutti credono di essere psicologi solo perche’ hanno un cervello”].

Considerate questo:

Tutti riteniamo di saper distinguere vero da falso, reale da irreale, oggettivo da soggettivo, fatto da opinione.

Ma siamo cosi’ stravolti,

Che quando qualcuno ci racconta un fatto, spesso dubitiamo. “Ho visto un incidente fra un treno e un criceto”. Chissa’ se e’ vero, forse esagera, ma che strana storia, e facciamo domande, verifichiamo.
Non smettiamo di andare in treno o di accarezzare criceti solo perche’ Tizio ci ha raccontato una storia.
Non temiamo che un criceto ci investa con la forza sufficiente a deragliare un treno.

Siamo scettici, fattuali, sobri.

Se pero’ qualcuno ci dice “sono angosciato”, “sono depresso” oppure “Tizia mi ha detto una cosa che mi ha intristito”,

Prendiamo quelle sensazioni come un dato di fatto.

Se Caio dice di avere un grosso conto in banca, verifichiamo, ma se dice di essere depresso o ferito dalle cattiverie del mondo, gli crediamo.

Eppure sappiamo bene che un paranoico ricostruisce il mondo secondo le sue teorie, un depresso ingigantisce ogni minima sensazione riferibile al proprio ombelico, annullando in confronto qualunque realtà, e un tossico o un perverso mentono sapendo di mentire.

E sappiamo bene che nessuno di loro e’ minimamente in grado di descrivere realisticamente il proprio stato d’animo – tantomeno il rapporto fra quello stato d’animo e la realtà.

Ma se ci viene sciorinata come fatto un’emozione, la prendiamo per buona.

Dubitiamo dei fatti, che possiamo verificare, e non dei deliri o dei mugugni di un nevrotico.

Diciamo che “tutti i fatti sono opinabili”,

Ma trattiamo ogni emotivita’ come un dogma.

Se Sempronio vuole imporre la sua visione di un fatto, lo sfidi a provarla.

Ma se ha le palle per traverso e te ne incolpa… La sua sensazione e’ un sacramento. Bibbia rivelata.

Se dice di aver male alla gamba lo metti in una TAC.

Se ci dice che “non ha voglia” o “non ce la fa”, gli dai le ferie.

Rifiuta di vedere un fatto, e sei uno “di mente aperta”.

Rifiuta di accettare un mugugno senza discuterlo, e sei un “intollerante”.

Sostieni che due più due fa SEMPRE quattro, e sei “dogmatico”,

ma piagnucola che hai tanto bisogno di comprensione, e tutti intorno a te dovranno tacere e occuparsi delle tue magagne.

Come mai?

Ci siamo forse, dopo un secolo abbondante di psicologia da rotocalco…

… bevuti il cervello?

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