Teste dure

Allenamento di ieri: con il cortese accordo del Legnano Softball, Greta è venuta a salutare le amiche del Camp dell’estate scorsa (e della prossima).

Le Flash hanno avuto l’occasione di giocare con una ragazza più grande e più esperta, e vederla eseguire gli esercizi di coach Fabrizio (tema del giorno: il guanto).

Il pretesto dell’incontro è il fatto che, quando abbiamo fatto il calendario con le foto del 2013, avete incluso Gre fra le immagini delle sportive “come vorrei essere”.

Io, avendola allenata per tre anni e passa, davanti a quella scelta mi sono messo le mani nei capelli (che ha contribuito a far diventare grigi)  , ma in realtà…

… avete ragione.

E così abbiamo anche fatto con Gre due chiacchiere sul tema “durezza mentale” (che è una cosa diversa da “avere la testa dura”… ma avere la testa dura qualche volta aiuta):

Una carriera sportiva non è una passeggiata.

“Successo” non significa “passare da una soddisfazione all’altra, sempre immersi nel benessere, sempre contenti”.

[E se un giorno non sei felice, cosa fai? A quali risorse ti appoggi?]

Ai risultati non si arriva facendo sempre tutto giusto e trovando sempre tutto facile, ma attraversando le difficoltà (esterne e interne) e uscendone rafforzati, maturi, esperti.

La durezza mentale, la determinazione, il coraggio non si vedono quando basta “lavorare sodo”:

tutti sono capaci di farsi le vesciche girando la mazza, quando c’è da preparare una finale, e il tifo intorno vuole che tu vinca e si aspetta che tu vinca.

No, la vera determinazione si vede quando sbagli così tanto che non hai più voglia di giocare, quando subisci un infortunio o una delusione o uno scontro con l’allenatore o con le compagne, e sarebbe facile mollare.

L’atleta che ha determinazione non è quella che è sempre ottimista e motivata, che vede tutto positivo (anche quando non lo è), che riesce subito in tutto.

E’ quella che, quando tutto va storto, reagisce prendendo in mano la palla e il guanto e va al campo, convinta che il softball sia la soluzione, non il problema.

Poi una mattina ti svegli, e succedono cose belle.

E la “fortuna” non c’entra. Il “talento naturale”, c’entra relativamente. Il “duro lavoro”, è necessario ma non basta.

Ci vuole, appunto, “determinazione”? “Tigna”? “Cocciutaggine”? “Resilienza”? Troveremo un nome adatto.

 

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