Diaro di allenamento – lanciatori e leadership

15 febbraio 2014
Per tutto il resto c’è Mastercard, ma quel momento in cui l’arbitro chiama lo strike al tuo lanciatore… non ha prezzo.Vai Bianca! [lanciatore “di turno” ieri, con Fra a ricevere e Elisa e Chiara al lavoro sabato prossimo con le “sorelle” cadette Sharks]

Partite di allenamento ieri pomeriggio.

Il risultato “non conta” in questi casi, ma ieri non mi è proprio dispiaciuto (due su due a segno).

Quanto al contenuto tecnico, che è quello che mi importa [mettere qui faccina seria da allenatore],

avevamo detto che il “tema della giornata” era “rubare la seconda sempre” e “usare il bunt per andare a punto, non per avanzare il corridore da prima a seconda”.

Direi che ci siamo, soprattutto sul bunt. La rubata c’è, manca qualche volta un po’ l’audacia.

Vai, vai, se ti beccano è responsabilità dell’allenatore che ti ha dato il segnale. Tu corri senza esitaziooni e scivola, che vedrai che qualcosa succede.

Dobbiamo invece lavorare (lo faremo martedì) sugli schemi di gioco in difesa. Qualche esitazione nel coprire le basi.

Infine, due chiacchiere sui lanciatori e la leadership.

Perché tutte vogliono lanciare (a ogni allenamento mi si presenta una nuova candidata), ma chi sa lanciare ha timore a farlo?

Secondo me, perché lanciare significa essere leader, essere al centro dell’attenzione delle dinamiche del gruppo.

Al tempo stesso positivo e negativo, affascinante e preoccupante.

Quindi: farlo è naturale, divertirsi a farlo è naturale, sentire ansia nel farlo è naturale.

E a maggior ragione è naturale nell’età in cui la Vostra mente comincia a cercare con intensità risposte su come funziona il gruppo, le relazioni.

Una bambina di 6 anni è felicemente egoista. Potrebbe fare il Presidente degli Stati Uniti, per quanto è sfacciata e sicura di sé.

Una ragazza di 12 o 13 anni sente invece che esistono le compagne, il pubblico, e le importa.

Significa che è sana e intelligente.

Significa che le risposte che si dà istintivamente sono giuste? No. Anzi.

Per quello c’è l’allenatore, e per questo motivo è un adulto che nella vita ha affrontato quelle scelte.

Significa che si fa le DOMANDE giuste? Sì.

Anche quel po’ di timore, è segno che stiamo evolvendo, crescendo.

[A proposito, “leadership”, “essere leader”: significa “essere padroni degli altri”? Macché. Significa “essere padroni di se stessi”. E’ lì il bello! Un gruppo di leader è un gruppo di persone libere, indipendenti, e quindi capaci di amicizia più di chiunque altro]

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