Proseguire, o bilanciare, l’orientamento dei genitori?

Il potere eccezionale del buonsenso:

Cito da questo autore di manuali di allenamento [“Proactive coaching”, Bruce Brown]

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“Coach, avrai a che fare con ragazze che sono state complimentate, elogiate e stra-elogiate per ogni minima cosa che facessero.

Queste trarranno profitto da uno stile di allenamento duro, schietto e diretto.

Fai anche attenzione alle ragazze che desiderano un singolo complimento, perché non ne hanno mai ricevuto uno. Queste hanno bisogno di una parola di incoraggiamento.

E sia le une sia le altre hanno bisogno di aiuto”.

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Esatto.

Sia le une sia le altre, sia che abbiano affrontato l’indifferenza e la trascuratezza, oppure la freddezza legata a eccessive aspattative e rivalse di insuccessi parentali,

sia che siano state soffocate di elogi non dovuti, premi di consolazione e trofei “comprati al supermercato” [e vergogna a chi li vende],

partono da una situazione difficile.

Che non può continuare a filtrare anche nell’allenamento.

Ecco perché l’allenatore deve seguire una PROPRIA logica, e non PROSEGUIRE le pressioni che già esistono nella scuola o nella famiglia.

Problema: che la situazione che si è creata sia difficile, lo so io e lo sa (confusamente) la ragazza, ma credi che lo sappia chi ha erogato gli elogi non dovuti, o ha negato un attimo di respiro?

Uno crede che la figlia sia il dono di Dio al softball (al basket, alla danza, all’umanità), sennonché è [come mai? Mistero!] fragile e insicura e quindi guai a toccarla, indirizzarla, smuoverla, e soprattutto guasi a SMONTARE qualsiasi elemento – anche quando smontare è il primo passo per costruire.

L’altro crede la stessa cosa, ma pensa che la ragazza sia “ingrata”, che non sfrutti il suo talento, che vada “spremuta”.

Al genitore che mi dà una pacca complice sulla spalla e mi raccomanda “falla trottare, quella cicciona” o all’altro che dà in smanie se la principessa non viene convocata o fotografata abbastanza spesso:

ohi giovane! Io devo BILANCIARE quel che la ragazza sente nel resto della giornata, non CONFERMARLO o RAFFORZARLO,

SE percepisco che è in una situazione difficile.

O no?

E’ ovvio che questo mi mette in tensione sia con i papà-elicottero o le mamme-tigre-cinesi sia con le mamme-di-star-hollywoodiane,

perché striglierò le principesse e sarò complice di quelle che non ne possono più delle pressioni, e sono impaurite, timide, esitanti.

O no?

Per “vivere in santa pace”, sarebbe molto meglio PROSEGUIRE e CONFERMARE l’orientamento parentale.

Ma è la cosa giusta da fare?

E altrimenti: il prezzo, è TENSIONE con l’ambiente di provenienza SIA delle Principesse sia delle Cenerentole.

Ne vale la pena?

Che effetto ha sulla squadra?

Maggiore/minore, migliore/peggiore di quello che ha l’effetto distruttivo di una principessa lasciata libera di stronzeggiare nel dugout, o di una Cenerentola lasciata sola a colpevolizzarsi in pedana o nel box di battuta?

[Perché statene sicuri: la figlia del papà-elicottero e della mamma-tigre-cinese sarà quasi certamente in pedana]

 

 

 

 

 

 

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