Diario di allenamento: “più grandi” di noi, come noi

Allenamento decisamente “nuovo” quello di ieri.

Il “tema”? Come vogliamo chiamarlo?”Come saremo fra un anno o due”? “Oddìo che grosse!”? “Oddìo come lancia questa!”? “Paura”? “In fin dei conti sono ragazze come noi e giocano come noi”? Accetto proposte.

Sono tutte varianti del tema “crescere”.

In concreto:

Prima uscita con le “cugine” Sharks di Cernusco, che ci hanno ospitato per un’amichevole.

Abbiamo giocato con (e contro) ragazze uno o tre anni più grandi di noi, e anche fisicamente più grandi.

Ma è semoplicemente la categoria nella quale entreremo tutte fra qualche mese, e nella quale il 2001 già può giocare.

Il fatto di giocare contro ragazze più grandi, per alcune di noi è stimolante, nel caso di altre può impaurire e intimidire.

In entrambi i casi sono emozioni che dobbiamo imparare a gestire, è una delle tante esperienze da fare: non sempre saremo “come a scuola”, con tutti intorno uguali a noi e della nostra età.

Abbiamo visto (e… ahia… sentito! Tutto ok Bianca?  ) lanci molto più veloci di quelli cui siamo abituate

– ma, ragazze: i lanci non arrivavano da un marziano, bensì da Elisa, una NOSTRA compagna… Quei “missili” vengono dalla nostra palestra, dalla nostra scuola. Sono lo scopo verso il quale stanno lavorando anche Chiara, Bianca, Fra, Xina, Alice, Katia, Ale, ecc. –

abbiamo visto a che cosa serve il “gioco corto” [bunt in corsa, ecc.]: a infilggere punti a una squadra pù forte in termini fisici, con un lanciatore che concede poche opportunità.

Io ho visto cose molto positive: qualche giocatrice delle nostre, NON fra le più robuste, che sfacciatamente si è lanciata in corsa, o da mancina, sui lanci della Elisa e si è presa la prima base, o ci ha provato fino in fondo.

Per Elisa ho visto gli effetti benefici, che mi aspettavo, del giocare in PARTITA dopo un anno di bullpen.

Dopo mezz’ora di riscaldamento, lanciava come in palestra, ma dopo un’ora in partita, ha man mano trovato controllo e eleganza (la potenza c’è e lo sapevamo).

E per tutte mi sembra che questa prima occasione di rompere il ghiaccio con le amiche di Cernusco e con la loro allenatrice sia stata cordiale.

 

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