Scuola senza sport… cioè, allevare pecore assassine e lupi incapaci di nutrirsi.

Ho scritto queste note in fretta a margine di un commento su “facebook” di una giovane atleta (e studente molto brava a scuola),

arrabbiata a proposito di “scuola e sport” – o meglio, a proposito del fatto che lo sport a scuola ha un ruolo irrilevante, e ne perde progressivamente.

Non ho idea di come si possa concepire una scuola senza sport.

La COMPETIZIONE e la COLLABORAZIONE sono componenti essenziali della vita quindi dell’educazione,

e la “materia” che le insegna è lo sport (per avere corpo sano basterebbe la “fitness”, questa cosa orrenda che pretende di far muovere il corpo meccanimente senza gioco, solo per renderlo “conforme”),

esattamente come l’Italiano o la Matematica insegnano a collegare pensieri e cose, e pensieri fra loro.

Senza sport, non c’è modo di insegnare in modo INDELEBILE le RELAZIONI FRA PERSONE MENTRE SONO IN RAPPORTO CON LE COSE.

(Insegnarlo in forma astratta, concettuale richiederebbe un livello di astrazione e complessità esagerato rispetto alle capacità di uno scolaro delle elementari o uno studente delle medie. Ed è negli anni della formazione del carattere che queste nozioni devono formarsi. Inoltre esistono anche riserve teoriche sul fatto di insegnare la “socialità” per via astratta, ideologica. Ci tornerò sopra ).

Come allearsi per superare un ostacolo (collaborazione), come fissare regole per dividersi le risorse che non sono abbondanti per tutti (competizione), eccetera.

Come dosare l’aggressività – per averne abbastanza per affermare le proprie idee (competizione – che in questo senso eè essenziale anche per alimentare la creatività. La creatività ESIGE la capacità di AFFERMARE le proprie idee, quindi di competere. Chi è schiavo dell’approvazione collettiva non può inventare un’idea, un’immagine, un suono nuovo. Un Mozart che non avesse gareggiato con Salieri, che non avesse avuto la faccia tosta di dire “ascoltate la mia musica!”, non sarebbe diventato Mozart),

ma perché sia anche un’aggressività abbastanza disciplinata da non distruggere l’interlocutore e da impedire di recepire il contribuito delle sue idee (collaborazione).

Senza competizione non hai identità, senza collaborazione quell’identità diventa solipsismo o prevaricazione.

I Paesi che hanno una solida educazione civica non “studiano Educazione Civica” mezz’ora la settimana su qualche manualetto retorico pieno di citazioni da Benigni che cita Calamandrei che cita Platone:

la imparano attraverso lo sport.

La panca, la borsa del materiale, le linee del campo, la meta da raggiungere, la’rbitro che ti punisce se la raggiungi barando.

Senza sport, e senza quindi una esperienza concreta e un ragionamento astratto su competizione e collaborazione,

si possono allevare solo delle amebe (solo dipendenza dal gruppo, sempre in posizione passiva, sempre bisognose di approvazione, aiuto)

o degli stronzi (solo competizione, a qualsiasi costo, incuranti del giudizio e della misura).

In che modo sia concepibile una scuola senza sport, a me sfugge completamente.

E’ una scuola in cui i ragazzi/e poltriscono perché credono che qualcuno li tirerà sempre fuori dai guai, o si menano perché credono che tutto sia da arraffare, possedere.

Per forza!

Abolite lo sport e avrete il “bullismo”.

Abolite lo sport a avrete bisogno di “motuvare” “stimolare”, “incentivare”…

Un ragazzo/ragazza che gioca NON MENA, e NON DORME IN PIEDI!

Invece lo sport insegna un gioco di equilibri fra competizione e collaborazione, responsabilità e solidarietà, autonomia e cessione di sovranità in cambio di aiuto.

E non lo fa in astratto, ma mettendoti davanti oggetti e azioni che ti dimostrano concretamente cosa succede se non collabori, e cosa succede se non competi.

La palla che cade per terra se ciascuno non corre a prenderla avidamente, e la palla che cade per terra perché non abbiamo saputo lasciare spazio al compagno più in grado di raccoglierla nell’interesse di tutti.

Come si fa a imparare a vivere senza VIVERE le dinamiche di gruppo IN RAPPORTO a oggetti fisici e situazioni reali, concrete?

Finisce che al posto dello sport si cerca di creare “coscienza civica” e “senso sociale” attraverso pistolotti dottrinali, ideologici, sermoni.

Ma quella è una conoscenza superficiale, sterile: all’atto pratico poi verrà fuori la Bestia.

E la pecora è una BESTIA tanto quanto il lupo,

l’ameba uccide tanto quanto la tigre.

Nessun commento ancora... lascia il tuo commento per primo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: