Prima uscita sull’erba della stagione 2014! GIOCARE!

Prima uscita dell’anno sull’erba! (Ospiti del bellissimo campo delle “cugine” Sharks, a Cernusco).

Il commento potrebbe finire qui, perché questo era lo SCOPO della partita/allenamento di ieri,

questo era lo spirito,

e in questo è stata un successo, al di là del risultato (che certo non mi dispiace).

Nella prima oretta (un lungo pre-game) abbiamo ripreso confidenza con il terreno, con le MISURE del campo (dopo mesi in cui, chiusi in palestra, gli “esterni” tiravano a casa da 20 metri di distanza…), con la necessità di alzare la voce, orientarsi, guardare controsole, raccogliere i lanci pazzi a 8 metri anziché a un metro e mezzo, senza muri che fanno rimbalzare la palla in campo.

E quindi abbiamo dedicato il pre-game a una pioggia di palle a terra e al volo [nota per i colleghi “teorici”: ecco, questo è un caso in cui il fungo diventa uno strumento indispensabile].

Anche in battuta, abbiamo dovuto tornare a familiarizzarci con il fatto che una rimbalzante di 15 metri, che in palestra devasta gli avversari, sul campo finisce dritta in un out facile in prima.

Bisogna darci dentro, pensare a uno spazio differente.

Questo sarà il tema dei prossimi allenamenti.

Ancora tante palle a volo, rimbalzanti lunghe, tiri.

I dettagli tecnici e la meccanica li abbiamo curati per mesi a buon ritmo in palestra,

adesso bisogna adattare quel lavoro al campo: più potenza, occhio più lungo, più fiato, più determinazione…

… ma in cambio, il PIACERE IMPAGABILE di giocare all’aperto, di correre liberamente, di respirare erba e terra rossa.

Dopo la partita ho elogiato le Flash.

Ho detto che mi dispiace soltanto di qualche errore “di sufficienza”, “di arroganza” (pochi, e ciascuna sa quali sono e deve evitarli. Io non posso, non voglio, più farci nulla. Crescere, ormai, deve venire “da dentro”. Bisogna VOLER fare il meglio, e non “la cosa più comoda”. Non esistono “palle facili” da raccogliere come se fossero margherite. Ogni palletta lenta a terra può costare un punto, se siamo presuntuosette),

ma che per il resto (il 90%) ieri avreste potuto anche “lasciarvi andare” un po’ di più, “fidarvi di voi stesse”:

qualche lancio non è andato bene perché siamo un po’ troppo attente a quello che facciamo, misurate, preoccupate.

Un braccio un po’ rigido, e la palla va per terra. Quando invece il braccio gira sciolto, arrivano due K uno dietro all’altro.

Lasciando sciolto il braccio e veloce la mano, “mi esce qualche ball”? E chissenefrega!!!

Davvero, ragazze, è un parere tecnico meditato: PRIMA velocità e scioltezza, POI accuratezza.

PRIMA il gesto, POI il risultato.

La velocità RISOLVE man mano i problemi.

Un bel gesto fatto in velocità corregge man mano le proprie imperfezioni, invece un gesto sempre preoccupato della “bella figura” non diventa mai elegante e quindi efficace.

Lo stesso in battuta: dopo mille swing in palestra, ovviamente battere con il sole in faccia una palla tirata con “cattiveria”, l’elmetto in testa, la compagna in base che cerca di arrivare a casa, non è la stessa cosa.

Ma lo avete fatto cinque mesi fa, adesso due settimane per togliere la “ruggine”: prima ci buttiamo, prima nuotiamo.

Giriamo il braccio, giriamo la mazza, corriamo.

Fidiamoci del fatto che FUNZIONERA’ perché ci siamo preparate.

I bunt in corsa: li abbiamo introdotti quest’inverno, il fondamentale va eseguito bene e non a casaccio [piedi, tempestività della caduta della mazza], ma avete visto che è devastante per difese Under13 che -tranne eccezioni – non sono abituate a giocarlo.

Richiede però di… ANDARE!

La rubata senza che il battitore stia lì a aspettare noi, richiede… di andare, pensando.

E’ successo un doppio gioco? Amen. Quante volte invece succederà che portiamo a casa due basi e mezza con un singolo?

Chi si è allenato, adesso GIOCHI. Si DIVERTA. RISCHI.

(Chi si è allenato meno… ci dia dentro. La costanza negli allenamenti invernali serviva a avere adesso questa libertà di improvvisare, giocare, divertirsi.

Ma anche tu vai, fai, disciulati, corri, buttati: non siamo a scuola, non siamo sotto esame, è un gioco. Sì, dico a te. E anche a te. E anche a lei).

Sabato “prova generale” del campionato: partita “vera”, anche se “amichevole”, con Bollate Red [vuol dire: faremo i cambi rispettando il regolamento, ci sarà il classificatore, se c’è da discutere con l’arbitro lo farò, eccetera].

Tutte convocate, tutte presenti, tutte sperimentate in tutti i ruoli primari e secondari.

E da lunedì 17, si passa definitivamente al campo (Bovisio se l’erba e i documenti sono pronti, altrimenti Desio per una settimana).

Ma erba, primavera e allegria siano!

Il coach per Carnevale aveva un cappello buffo. Non lo metteva da un festeggiamento per una vittoria in campionato (da giocatore) ormai “qualche” anno fa (infatti aveva i colori della sua bandiera, ma lo perdoniamo per non essersi messo in biancorosso).

Chiunque abbia una foto del coach vestito da giullare, vince un premio.

 

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