La paura della sconfitta e il ritmo del pensiero e dell’azione

Periodicamente torno a mettere come immagine di copertina questo grafico, che è una delle visualizzazioni più note e semplificate del “ciclo di Boyd” (OODA loop).

Al di là dell’importanza storica del dibattito “tecnico” che questo schemino riassume nella storia del pensiero strategico, e al di là del fatto che sui temi evocati da questa immagine passo molto del mio tempo lavorativo,

il motivo per cui mi piace ricordarlo OGGI è che esso lega TEMPO, INTELLIGENZA e AZIONE.

Non puoi AGIRE in un modo che ti consenta di COMPETERE e SOPRAVVIVERE, se non lo fai in modo INTELLIGENTE – e per “intelligenza” s’intende innanzitutto riconoscere i fatti, ma soprattutto saperli INTERPRETARE,

ma al tempo stesso non puoi agire e PENSARE in modo efficace se non lo fai A UN RITMO SOSTENUTO.

Non “IN MODO AFFRETTATO”.

Ma: tenendo il passo con gli avvenimenti.

Gi avvenimenti cambiano la realtà che stai cercando di capire e sulla quale stai cercando di agire.

Quindi, se non ti sbrighi a RECEPIRLA, a INTERPRETARLA e a INTERVENIRE (per poi misurare se le tue azioni sono efficaci o vanno modificate),

starai sempre pensando a una realtà PASSATA, TRASCORSA,

avrai sempre in testa immagini VECCHIE della realtà.

O coltiverai immagini della realtà FISSE, illudendoti che in questo modo stai tenendo ferma la realtà stessa, stai impedendo alle cose di cambiare.

Non è possibile essere intelligenti senza AGIRE di conseguenza a un ritmo tale che le nostre azioni CONTINO.

Solo questo mi garantisce che la risposta che mi sembra di ricevere del mondo esterno alle mie azioni, sia REALE e non sia un’immagine passata, vecchia, obsoleta, morente, che porta le mie azioni verso obiettivi ormai inesistenti, e non mi fa vedere i veri scopi, obiettivi, problemi ATTUALI.

In altra epoca si sarebbe detto “l’errore più grosso è prepararsi a combattere la battaglia PRECEDENTE”.

Un’altra delle mille considerazioni che il legame fra AZIONE, INTELLIGENZA e TEMPO suggerisce, è la seguente:

se chiudi gli occhi, se rifiuti di vedere la realtà o di agire su di essa [è la stessa cosa, in due modi diversi],

il TEMPO giocherà contro di te.

Se sei sempre lì che ASPETTI senza agire, SPERANDO che questo in qualche modo porti la realtà a adeguarsi alle tue aspettative e ai tuoi bisogni, perdi COMPRENSIONE della realtà.

Più aspetti meno capisci, meno capisci peggio agisci, peggio agisci meno echi hai dalla realtà, e capisci ANCORA MENO, in una spirale viziosa [è semplicemente una lettura “inversa” del ciclo OODA: “guarda, rifletti, decidi, agisci, vedi i risultati dell’azione, esamina SULLA BASE DI UN’INTELLIGENZA CHE NEL FRATTEMPO SI E’ EVOLUTA, decidi, agisci in modo più adatto, eccetera].

E questo, la saggezza popolare lo esprime con proverbi come (in contesti diversi):

“chi vive sperando muore cagando” [attribuito da Shakespeare a Otello, ma probabilmente proverbio veneto tradizionale]

“battere è questione di ritmo, lanciare è questione di ROMPERE il ritmo” [attribuito a Abramo Lincoln, ma probabilmente noto a qualsiasi allenatore da quando il baseball si giocava senza guanto]

“un pugno dato per primi vale DUE pugni” [attribuito a Gandhi, ma probabilmente derivante dall’antica saggezza di strada]

oppure nella mandiera popolare di chiamare lo stupido, “lento”.

Per questo fare sport veloci rende intelligenti,

cercare di fermare il tempo, ripetere vecchi rituali, rende stupidi,

e il primo sintomo della stupidità è l’incapacità di EVOLVERE, la fuga nel passato,

nella speranza che il tempo passato sia un tempo recuperabile.

Poiché il tempo è condizione della VITA, perdere la connessione con il tempo della vita significa, implica, porta concretamente alla MORTE.

Poi questa MORTE, nel mondo dello sport, è simboleggiata dalla SCONFITTA. In modo provvisorio, sanabile, rinnovato giorno per giorno, inoffensivo, educativo.

Ma sempre morte è.

Le sensazioni e le emozioni connesse alla sconfitta SONO quelle (paura, ansia, malinconia) legate alla morte.

Per combatterle, non c’è nulla come la LUCIDITA’ e ONESTA’ dei pensieri e la RAPIDITA’ delle azioni.

E’ per questo che un soldato deve avere “senso dell’onore”: se sai di aver nscosto a te stesso la realtà, la paura della morte ti dominerà.

Perché sai che sta giocando contro il tempo.

 

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