Cinque segni premonitori del “genitore da incubo” [di Mike Candrea]

Una “collega di campo” mi ha invitato a tradurre questo testo di Mike Candrea. Per qualche motivo, ho accettato subito con entusiasmo.

Mike Candrea – CINQUE SEGNI PREMONITORI DEL “GENITORE DA INCUBO”

Mike Candrea ha allenato con successo la squadra Olimpica USA, università, college, junior college, con oltre 800 vittorie a alto livello. E’ un ascoltato teorico dell’allenamento, membro della Hall of Fame degli allenatori di softball.

16 giugno 2014

Ho chiesto a alcune ex giocatrici: “qual è il ricordo più brutto degli anni in cui facevi sport giovanile?”

La risposta più diffusa è stata: “il viaggio verso casa dopo la partita con i miei genitori”.

Alle stesse giocatrici ho chiesto quale frase, al contrario, quando la dicevano i loro genitori, le facesse sentire bene, facesse sentir loro il piacere di giocare, o addirittura “le facesse giocare meglio”.

La risposta più frequente, a stragrande maggioranza: “mi piace vederti giocare”.

In questo articolo, vorrei concentrarmi sul “genitore da incubo per l’atleta”, e il mese prossimo parlerò del “genitore ideale”.

Quasi il 75% delle ragazze che praticano sport organizzato abbandonano entro i 13 anni. Alcune di loro si accorgono che la loro abilità ha raggiunto il limite, e non si divertono più.

Altre semplicemente scoprono nuovi interessi.

Ma troppe atlete promettenti si allontanano dallo sport perché i loro genitori diventano insopportabili.

I genitori o il genitore che a casa è così affettuoso e razionale, sul campo diventa la goccia che fa traboccare il vaso.  E’ triste, ma molte ragazze interiormente arrivano alla conclusione che, “se lasciano lo sport, forse riconquisteranno Mamma o Papà”.

Se sei il genitore di un atleta, non vuoi diventare così.

Ti propongo qualche idea che può aiutarti a rendere positiva l’esperienza di tua figlia.

In fondo, il softball non è altro che una base per imparare a avere successo. Lavoro di squadra, etica del lavoro, gestire i momenti positivi e quelli difficili – sono capacità che utilizzeremo più avanti nella vita.

ENFATIZZARE TROPPO LO SPORT A SCAPITO DELLA SPORTIVITA’: i migliori atleti controllano le proprie emozioni e gestiscono i momenti belli e brutti, le vittorie e le sconfitte. I genitori che sono plateali nel mostrare delusione durante una gara stanno mandando il messaggio sbagliato. Incoraggiare è cruciale – specialmente quando in campo le cose non vanno bene.

AVERE OBIETTIVI DIFFERENTI DA QUELLI DI TUA FIGLIA: Bruce E. Brown e Rob Miller, della “Proactive Coaching”, suggeriscono di mettere giù una lista di ciò che vuoi da tua figlia per questa stagione. Tua figlia farà lo stesso.

Se le due liste sono troppo differenti, cominciamo male.

Le ragazze generalmente vogliono divertirsi, godersi il tempo che passano con le amiche, migliorare e vincere. Genitori che scrivono “andare nelle Selezioni” o “avere una Borsa di studio” probabilmente devono rivedere i loro obiettivi.

“Le atlete dicono che i genitori credono di avere nella squadra un ruolo molto maggiore di quello che hanno in realtà”, dice Miller.

TRATTARE TUA FIGLIA IN MODO DIVERSO DOPO UNA VITTORIA E DOPO UNA SCONFITTA: sostanzialmente tutti i genitori amano i loro figli a prescindere dall’esito della partita. Però spesso il loro comportamento trasmette una sensazione diversa. Molte giovani atlete segnalano che le conversazioni con i loro genitori dopo la partita, in qualche modo, le fanno sentire come se il loro valore come persona cambiasse a seconda che vincano o perdano.

SCREDITARE L’ALLENATORE: le giovani atlete hanno bisogno di un’unica voce istituzionale quando giocano. Quella voce dev’essere quella del coach. Le ragazze che ascoltano i genitori gridare consigli dalle tribune, o che addirittura guardano verso i genitori cercando approvazione, sono disorientate e non possono giocare al loro meglio.

Se durante il viaggio di ritorno verso casa, in macchina, ti metti a contestare quel che il coach ha detto o ha fatto… forse devi andare a allenare una squadra tutta tua… se sei capace!

VIVERE IL TUO SOGNO SPORTIVO ATTRAVERSO TUA FIGLIA: il segnale di allarme è il genitore che accetta le congratulazioni per sé quando sua figlia ha vinto. Un altro sintomo è quando il risultato della partita importa più al genitore che alla figlia. Se tu, genitore, sei ancora depresso da una sconfitta quando tua figlia se n’è già dimenticata e sta giocando con le amiche, ricordati che non è la TUA carriera, e che tu non hai NESSUN controllo sul suo esito.

Il tuo lavoro è soltanto sostenere e incoraggiare tua figlia!

Il mese prossimo mi concentrerò sul “genitore ideale”.

Arrivederci il mese prossimo

Coach Mike Candrea

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