Matteo 7:6

Softball a scuola.

Un anno di lavoro.

Una selezione di classi delle Medie.

Qualità? Risultati? Lasciamoli valutare a altri.

Stamattina, vengo chiamato a un incontro con l’Assessore alla Scuola.

Incontro non sollecitato, non alleno più in quella zona, è a un’ora di macchina da casa mia.

Ci vado, ovviamente (mi guardo allo specchio: “ovviamente, perché sei scemo!” “Perché sei un labrador: quando vedi una pallina non capisci più niente, pirla”).

“Potrebbe rifarlo, ma stavolta su tutti gli alunni di tutte le Scuole Elementari e Medie della città?”.”Se sì’, queste sono le chiavi, fate voi, organizzate voi”.

Il tutto, a due chilometri da un campo. Un campo, a oggi, semivuoto (dopodomani, vuoto).

Faccia da poker: “mi faccia valutare se ci sono le risorse” (nel frattempo, salti di gioia interiore).

Era il mio scopo, quando ho cominciato il lavoro lì un anno fa.

Dimostrare che era possibile farlo, farlo a modo mio, e farlo bene, dove per di più non riusciva a farlo gente molto più grossa e finanziata di me.

Ora l’invito arriva, si passa da una squadretta a quasi mille ragazze/i.

Era tutto partito da zero, nessuna entratura, nessun legame politico, spendendo e incassando nemmeno un euro.

Sostegno dalla Società: zero [un’eccezione, una mattina].

Anzi.

A 7 chilometri di distanza, c’era la scuola all’altro lato del campo.

Ma qui “si gioca in casa”! Qui “noi siamo di qui”.

E’ la scuola in cui studiano le nostre figlie!

C’è la Mamma So-tutto-io consigliere d’Istituto, l’altra Mamma Dirigente amica della Vicepreside…

Zero.

La terza Mamma Vicepresidente galattico, amica dell’assessore.

Zero.

Non si entra, ci sono difficoltà, ci sono problemi, mi faranno sapere…

Creo un’occasione d’incontro, e la quarta Mamma, quella Zecchino-D’oro-e-Concorso-Bimbi-Belli, stende subito l’insegnante: “ohi, a noi serve fare reclutamento, eh?” (quello guarda me, guarda lei. Mai più sentito).

Due approcci, due visioni del mondo:

1) fretta, pubbliche relazioni, approssimazione, contenuto tecnico zero, ma “conosco tizio conosco caio”, “io ci so fare con la gggente”.

Oppure:

2) guarda cosa so FARE, ti piace? Scuola, io sport posso darti qualcosa. Lo vuoi?

Indovina quale ha funzionato, e quale no?

Ora, io adesso mi siederò e mi metterò a scrivere il progetto per l’anno prossimo.

Da gestire, rigorosamente, da solo.

A beneficio di… boh?

Ma mi domando.

Boh, non so nemmeno più cosa mi domando.

E non so nemmeno più cosa me lo domando a fare…

 

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