Gné Gné Gné: e questa sarebbe promozione dello sport giovanile?

Che pittima! Che piangina! Che due marroni!

Questo post circola da giorni, adesso per l’ennesima volta un amico me lo propone sulla bacheca e allora lo commento, caspita!

In sintesi: una giocatrice/blogger di basket si lamenta contro le giocatrici di un altro sport femminile (volley), che a suo dire sono “troppo fighette” perché “il loro sport è troppo facile atleticamente e tecnicamente”, e si appella alla propria federazione affinché renda le sue divise più “sexy” per “spostare qualche ragazzina dal volley al basket”.

Ma siamo scemi? Questi sarebbero i discorsi di un’atleta?

E qualcuno (anche dei nostri…) le dà anche retta!

Visto che non se la prende con il NOSTRO sport, mi sento libero di commentare liberamente e concentrandomi sulle questioni “di sistema”:

1) dire che un altro sport “è più facile del mio” è antisportivo. Inelegante.

Dice che in vita tua non hai provato altri sport oltre a quello che ti è riuscito, dice che non vai a tifare per la Nazionale degli altri sport oltre al tuo (anzi tifa contro, e lo dice pure!), dice che a scuola o nelle giovanili non sai insegnare, per divertire e per preparazione atletica, gesti di altri sport.

Non sei migliore dei dirigenti di Calcio che negli anni Sessanta/Settanta, impauriti dalla “concorrenza”, svalutavano il baseball o il basket come “americanate”.

2) nove ragazze su dieci in Italia non fanno NESSUNO sport. Alcune di quel 10% “fortunato” praticano qualche stanca bracciata in piscina, o pedalata in palestra, senza competizione né creazione di gesti tecnici complessi.

Questo si ripete da generazioni, al punto che i genitori delle atlete non hanno nessuna esperienza sportiva e quindi hanno comportamenti antisportivi, non dialogano con gli allenatori, non sanno gestire un infortunio o una crisi di stanchezza, davanti all’abbandono fanno spallucce e regalano una gita, e il problema si avvita progressivamente.

A me il problema sembra QUESTO.

Occorre portare le ragazze (e i ragazzi: la percentuale cambia di poco) dal NULLA allo SPORT.

In questo contesto, dire che questo o quello sport è “una parata di fighette” è CRETINO.

In confronto alla massa di amebe pallide che sul divano si scattano selfie con la boccuccia a papera, QUALSIASI ragazza faccia uno sport è una top-model con il quoziente d’intelligenza di una scienziata.

Poi: ciascuno pensa che il suo sport sia il migliore? Ma certo! Ma diciamocelo scherzosamente mentre lavoriamo in un palazzetto pieno, non davanti a impianti deserti! (Sovraffollati e deserti. Palestre scolastiche straprenotate da società che poi ci mettono dentro sei atlete/i alla volta. Che paradosso).

3) per finire (ci sarebbe molto altro da dire, ma lo dirò altrove IN POSITIVO, anziché continuando a perdere tempo con questa sciamannata),

e andare all’essenziale,

chiunque alleni ragazze/donne, e magari ne abbia sposata una,

sa che la bellezza di una donna che sa giocare non sta certo in cinque centimetri di coscia di fuori.

Ci sono ragazze del softball che si alzano lerce di terra dopo una scivolata a casa, e se cercassero marito in quel momento ne troverebbero QUARANTA nel giro di cinquanta metri, per quanto sono BELLE. Vive! In movimento!

Il fascino di una donna che fa sport sta nei colori della buona salute, nello sguardo intenso e trasparente, nell’indipendenza, nella capacità di organizzarsi e avere uno scopo,

nella capacità di gestire relazioni più complesse e mature che non la “dipendenza passivo-aggressiva dal maschio” o la “stronzaggine al centro dell’attenzione” o “l’aver sempre da ridire di un’altra donna”,

nel non essere una piangina che cerca alibi ai propri problemi. O a quelli della sua federazione.

Tutte caratteristiche che, a un uomo che valga qualcosa, piacciono.

Le STESSE caratteristiche sono quelle che rendono uno sport femminile INTERESSANTE per le ragazze, che a quei ruoli femminili adulti aspirano!

Ehi Fenomeno, se ti manca qualche numero al reclutamento, invece di chiedere al tuo presidente di smutandarti (ma davvero lo ha scritto? incredibile), o invece di lamentarti che “i maschi hanno la vita facile”,

vai nelle scuole a fare alfabetizzazione motoria, vai negli oratori, strappa qualche decina di ragazzine al cellulare e al fitness,

e cerca di presentare un’immagine che dica alle bambine, alle ragazze e alle loro madri che FARE QUALSIASI SPORT FORMA IL CORPO E IL CARATTERE DI UNA DONNA CHE POSSA DEFINIRSI TALE.

E non dell’ennesima frignona invidiosa. Per formare quelle, c’è la mitica “palestra su carta” [comprare l’abbonamento e dimenticarlo nel cassetto].

Saluti.

Note:

1) il link all’articolo he ho commentato: http://www.shegotgame.it/index.php/16-mors-tua-vita-mea

2) nella foto che correda questo articolo: Jennie Fynch, già lanciatore della nazionale USA. Senza ulteriori commenti

 

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