Torneo di carnevale: una nota a margine

Una nota a margina della bellissima giornata del Torneo di Carnevale, ragazzi e ragazze carichissimi (impressionanti le divise degli “Sharks” in versione ninja) e agonistici, allegri nella loro serietà.

Esuberanza fisica e mentale, quindi anche voci, urla, qualche capriccio.

Sarà stata la stanchezza, o un po’ di ansia per la riuscita di un’iniziativa alla quale abbiamo lavorato tanto,

ma la sensazione più ACUTA e LUCIDA della giornata è:

c’è qualcosa di profondamente sbagliato se questi bambini e ragazzini, capaci di correre, battere, tuffarsi, urlare (…) per sette ore, capaci di organizzarsi fra loro e tenere la disciplina per vincere, come pure di perdere completamente la trebisonda,

devono avere 45 minuti la settimana per esplorare questo aspetto della loro vita, a un’età in cui invece qualsiasi animale, e CENTO SECOLI di esseri umani civilizzati,

imparano a vivere GIOCANDO.

Leggo e sento diagnosi demenziali, e statistiche insulse:

7% di ragazzi autistici?!?

Cinque o sei per cento di dislessici?!?

Nella classe in cui insegna mia nipote, 10% di ragazzi a rischio-suicidio?!?

Ma cosa state dicendo?!?

Ma di cosa state parlando?!?

Non siete medici, non siete psichiatri, se va tutto bene avete letto tre libretti di pissicologgia (che da quando non leggete più filosofia è diventata “il manuale per non pensare” a portata di qualsiasi analfabeta di ritorno),

e rilasciate diagnosi che danno per MALATA metà della popolazione infantile?!?

Soltanto perché non vi caga? Non vi rispetta? Non ascolta? Non legge? Non scrive? Non parla? Non sa organizzarsi?

E dove dovrebbelo averle imparate, queste cose? Gliele avete insegnate?

Avete provato a non chiuderli in gabbie dorate?

Avete provato a farli correre, giocare, battere, lanciare, rimbalzare una palla, fare la lotta, andare in bicicletta,

dando loro supporto e attenzione,

e avete provato, quando hanno sfogato la loro esuberanza, a insegnar loro a leggere, scrivere e far di conto esigendo attenzione e disciplina?

Un’attenzione che avranno IMPARATO sul campo da gioco?!?

Facile, e vigliacco, non DARE, non ESIGERE (puoi esigere solo se dai. Nella morale in cui sono cresciuto io, quantomeno), LASCIAR ANDARE…

… e poi “scoprire” che i bambini sono “villani”, “indisciplinati”, e magari “dislessici”.

Non sono “dislessici”, sono analfabeti.

Non sono “indisciplinati”, sono incazzati.

Non sono “autistici”, sono disorientati e affamati di emozioni che arrivino fino alla testa.

Le diagnosi cliniche lasciamole per quella parte della popolazione infantile che vive veramente quei drammi per aver ricevuto una brutta cartella alla tombola genetica,

e che consiste in qualche punto PER MILLE,

non in percentuali a due cifre.

E assumiamoci la responsabilità di aver abolito dalla Scuola il gioco, lo sport, la disciplina e il divertimento.

Giochiamo con i bambini, e smettiamola di SCHERZARE.

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