Battere è questione di tempismo. Come tirare.

Allenamento di ieri: “battere è questione di tempismo. Lanciare è questione di rompere il tempismo”.

E io ho questa impressione, e l’ho detto ieri:

il “fenomeno misterioso”, che preoccupa tanti coach giovanili, della giocatrice che “non gira la mazza”, non è un “problema pissicologgico”, non è “colpa del papà che grida sulle tribune”, né della lanciatrice che è grossa e ha bei capelli.

E’ sostanzialmente un problema di timing.

Se all’arrivo della palla sono carica, e tutto quel che mi resta da fare è lasciar andare le mani sulla palla, perché tutto il retso del corpo sta già creando spinta in quella direzione,

girerò la mazza.

Se sono inesperta girerò male, girerò troppo, girerò i ball sopra la testa, ma girerò.

Se invece quando vedo la palla, sono inerte, e devo convincere il mio corpo a “fare qualcosa” “in qualche direzione”, se devo toglierlo dall’immobilità, questa sarà una decisione molto più complessa e difficile (certo, anche sotto il profilo psicologico).

E a quel punto, NON agire potrà essere l’opzione più semplice, la via di minor resistenza.

Avere un “ritmo” che consenta di essere fisicamente già “verso la palla” al momento della DECISIONE, mi sembra la cura per “la mazza che non gira”.

Senza però farmi “mandare fuori tempo”: se la palla mi trova così “pronta” che ho già le braccia stese davanti al petto quando dovrei appena cominciare a girare… non batterò nulla di efficace.

E il “tempismo” in definitiva si riduce a questo:

al momento di mandare le mani sulla palla,

il corpo non può essere né inerte, fermo (nel tempo che ci vuole a metterlo in moto, la palla va da “davanti al piatto” e “nel guanto del catcher”)

né aver fatto già un movimento così ampio da aver già speso l’energia che avrebbe dovuto entrare nella mazza e nella palla.

Bisogna che il corpo sia attivo ma non si sposti.

E quindi: attivare i muscoli (sostanzialmente, quelli delle gambe e addominali) in anticipo sul momento ottimale dello swing – per dominare il lanciatore veloce,

ma evitare di impegnare il peso del corpo e le mani in un movimento irreversibile – per dominare il lanciatore che ha effetti.

Ieri abbiamo provato a affrontare il tema in modo un po’ buffo:

TIRANDO.

Prima del circuito di battuta,

abbiamo fatto un paio di esercizi di tiro nei quali è molto enfatizzata la fase di “carica” del tiro,

con la mano di tiro ben alta e dietro anche se (anche perché) le gambe si muovono.

Domani lo testiamo in partita.

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