Il bunt: appunti per me stesso

[Appunti per un briefing sul “gioco corto” di un paio di anni fa, trovati nel cassetto e pubblicati senza rileggerli. Cosa che non bisognerebbe fare MAI!!! 😉 ]

Bunt e segnali: perché e come

*** PERCHE’ DEDICARE TEMPO AL BUNT ***

Perché?

Sono un fanatico del bunt? No, mi piace battere.

Ma:

se non mettiamo corridori in base battere non serve.

Battere valido non è così facile.

Battere valido è molto difficile contro avversari strapotenti rispetto al nostro livello, contro i quali vogliamo però fare bella figura.

Qual è il VERO motivo per cui nel softball si usa tanto il bunt, rispetto al baseball? (E perché il baseball lo usa così poco?)

Perché il lanciatore softball non può tirare sulle basi: lo fa il catcher.

Noi guadagnamo le basi contro il catcher, non contro il lanciatore.

E quindi, tenere la palla lontana dalle mani del catcher significa tenerla lontana dalle basi. Che è lo scopo, il modo con cui si fanno punti.

Questo cambia anche i tempi di decisione:

se devo decidere “il lanciatore sta rilasciando verso casa o verso di me?”, ho quasi un secondo di tempo.

Se devo decidere “la palla è sulla mazza o nel guanto del catcher?”, ho a malapena un sessantesimo di secondo.

Quindi: non concentriamoci troppo, adesso, su “dove” mettere il bunt. Mettiamo la palla in campo per terra. Il catcher deve scattare, raccogliere…

In quali partite usare il bunt:
lanciatore veloce,
voglia di fare il punto della bandiera contro un avversario strapotente,
partita incerta contro avversario gestibile
partita cominciata male contro avversario gestibile, voglia di rimontare

[il bunt non fa recuperare tre punti per inning. ma se il primo inning è tre zero contro una squadra al nostro livello, meglio fare un punto a inning a colpi di rubate e bunt che non aspettare il fuoricampo]

[In atleta evoluto: usare il bunt per entrare nel ciclo decisionale dell’avversario (OODA)]

[OODA: lezione solo per allenatori, urgente]

Perché facciamo il bunt?

Per divertirci.

Per avere foto di noi che corriamo. Meglio che solo foto di battitori nel box. Più allegro.

Perché fa correre i battitori, comunque.

Out in prima? meglio che out nel box.

[Out rubando? Meglio che restare in prima a aspettare il terzo out]

Il bunt riesce 3 volte su 5,
la battuta riesce 1 volta su 3 o su 4.

“Riesce” per una principiante significa: TOCCO in campo 3 volte su 4.

Poi, arrivare salvi, vedremo.

Per fare gioco.

Per dispiacerci di un out fatto dalla difesa avversaria, invece che di non aver toccato palla.

Per tenere su il tono della squadra.

[Canteremo e inciteremo per un bunt come per una battuta]

[Faremo bunt volentieri, sorridendo, con voglia, come una battuta]

[Importante che passi nella “cultura” del battitore: Se ti chiamo bunt è perché SAI fare il bunt e mi SERVE. Non perché “non puoi battere”]

[allenare come? Una battuta e un bunt, una battuta e un bunt. Non il bunt come una cosa “a parte”, “minore”]

[NO, in allenamento: “se fai il bunt poi per premio ti faccio battere”. Se fai il bunt ti elogio come gran battitore, sei alla pari con chi batte triplo]

Per tenere gli avversari sulla corda.

Immaginate se tutte le volte che avete visto passare uno strike, aveste toccato la palla in bunt per terra. Magari in foul.

Terzo strike guardo la palla. E’ una cosa. Terzo strike la butto in foul. E’ un’altra cosa.

[Cambia anche l’umore.]

[Perché è un modo per ATTACCARE PER DIFENDERCI. Per non farci dominare passivamente]

[Perché è un modo per riprendere l’iniziativa quando va tutto storto, quando la squadra è sconfortata]

Perché saperlo fare serve per saperlo difendere. Se so come si fa il finto bunt slash, so capire quando l’avversario sta per farlo

[Perché è il modo più facile per diventare MANCINI].

Perché gli altri lo fanno.

Perché quindi gli altri si aspettano che noi lo facciamo.

E perché questo fa sì che le FINTE funzionino.

[Un finto bunt è il modo più semplice per giocare con la testa dell’avversario, anche se è bravo]

[OODA / Entrare nel gioco dell’avversario e scardinarlo, incasinarlo]

[Bunt = TESTA. La fa perdere agli altri e la fa mantenere o recuperare a noi]

[Bunt = RITMO]

[Bunt = SQUADRA, GRUPPO]

[il bunt premia la squadra più coordinata]

[Devo FARLO, CORRERLO, DIFENDERLO]

[Richiede INTESA fra COACH, BATTITORE, CORRIDORE]

[E questo apre il capitolo sui SEGNALI [vedi]]

“Io so già fare il bunt”, mi ci alleno poco. No.

Quanti nei hai fatti quest’anno? Quanti sono riusciti? Quante volte salva tu? Quante volte salvo il corridore? Quante volte fatto un bunt poi abbiamo fatto punto, o siamo arrivati in terza? Allora qualcosa evidentemente non va.

Se il bunt che fai non funziona per la squadra, non è “riuscito”.

Tizia “sa fare il bunt” – ma la sua squadra non avanza mai un corridore.

Perché?

Il bunt non riesce perché manca: 1) tecnica e/o tempo (segnali) e 2) corsa/coordinazione.

*** SACRIFICIO E SORPRESA: DUE COSE, DUE LOGICHE, DUE GESTI ***

Lo SCOPO del bunt decide le mie PRIORITA’, le priorità decidono la TECNICA.

Sacrificio — > priorità avanzare il corridore — > mi muovo lento in anticipo e con grande equilibrio e accuratezza, non sbaglio quasi mai

Sorpresa — > battere — > rapido, esplosivo, seleziono i lanci — > spesso sbaglierò, amen

Perché? — > Come?

[Prima di tutto devo sapere PERCHE’. Poi: combinazioni]

[concentrazione]

SACRIFICIO è una cosa differente da SORPRESA

Due tecniche diverse

DIFFERENZE NELLO SCOPO E NELLA TECNICA E NEL TIMING:
SACRIFICIO = “GUARDATE ME!” (cioè: “non guardate la mia compagna che corre”. Sono un MURO. Di qua la palla non passa. VENITE QUI A PRENDERMI: State lontani dalle basi).

SORPRESA = “oddìo che cosa ha fatto?!?” (c’è quel momento in cui la squadra avversaria non capisce nemmeno COME l’hai toccata. Quella è l’idea). Sono una SCHEGGIA.
SACRIFICIO: guardo la palla che tocca terra e corro.

SORPRESA: sto già correndo mentre tocco la palla. Ho anzi fatto un passo PRIMA di toccare.
“IO”. Nel SACRIFICIO “IO” NON ESISTE. Non esiste “pensavo”, “credevo”, “mi sembrava ball”, “non l’ho vista bene”. Sbagli tu ma pagano gli altri. Il catcher prende la palla che “non ti piaceva”, tira e sega la tua compagna.

[SQUEEZE: idem, al cubo]

[“IO” nel SORPRESA e nelle FINTE: “io” è PROTAGONISTA. Astuzia, dissimulazione, voglia di vincere e fare bella figura. Come il battitore]
DIFFERENZE NEI LANCI:

SACRIFICIO: toccare il più possibile non è vero che si fa solo su strike. Si fa su strike e su tutte le palle che “potrebbero” sembrare strike all’arbitro. Due palle fuori dal piatto, soprattutto interna, la tocco.

SORPRESA: selettivo come nella BATTUTA, a seconda delle situazioni

SQUEEZE: tutto, proprio tutto, tranne il lancio pazzo che il catcher non prenderà mai.

[Sul SACRIFICIO mi tireranno la palla 1) per TERRA, 2) ADDOSSO sulle mani, 3) ALTA, 4) ESTERNA BASSA 5) Combinazioni: rise sulle mani, ecc]

[PER TERRA però rischiano di aiutare la rubata. Sto basso, li costringo a tirare molto basso, quindi a rischiare un errore del catcher su palla a terra]

[ESTERNA BASSA: lavoro bene con le gambe proprio per non abbassare la mazza e non andare in foul sull’esterna]

[ALTA: tengo sempre la mazza sotto il MENTO. ALTA. SCENDO DOPO. Se la palla è sopra, è BALL. Se la tocco, le mani scendono e va per terra]

ADDOSSO, SULLE MANI: se riesco a controllare la paura, è facile difendermi con la mazza e eseguire un bunt perfetto tra terzabase e lanciatore. Pericoloso per il lanciatore farmi questa scortesia. Con qualcuna abbiamo già allenato questa dinamica.

DOVE deve cadere la palla, non è una priorità per NOI adesso.
Non brandeggiamo la mazza cercando bunt millimetrici sulle linee di foul prima di esser sicuri di metterla per terra secca. Non cerchiamo “la palla verso la terza” per poi mandarla al volo.

[SORPRESA: nei due “canali” fra terza e lanciatore e fra prima e lanciatore]

[SACRIFICIO: nei “buchi” dove lanciatore e terzabase, o primabase e lanciatore, o terzabase e catcher, arrivano insieme, sono incerti. Il primabase di solito è il giocatore più lento, insieme al lanciatore che deve stabilizzarsi]

[SPINTO: nei due “canali” fra terza e lanciatore e fra prima e lanciatore]

[SQUEEZE: a terra. Dove vuoi purché a terra. Magari non in bocca al terza base se gioca molto avanti]

*** I SEGNALI ***

[I segnali li facciamo PER NOI, non per gli altri.]

[L’AVVERSARIO LO INGANNA IL GESTO DEL BATTITORE, NON I GESTI DEL COACH].

[Quindi: PRIMA DI TUTTO segnali che si capiscano e che guidano il battitore. POI gesti che si capiscano e che guidano il battitore. POI ANCORA gesti che si capiscano e che guidano il battitore. POI, al VENTESIMO POSTO, segretezza].

[Diverso dai segnali fra lanciatore e catcher. Dove “dar via” il lancio significa vederlo battere]

[Non complichiamo i segnali pensando alla segretezza. priorità: che il nostro battitore capisca e sia in sintonia]

[Il battitore è nel box, ha cento idee in testa. Deve PENSARE e VISUALIZZARE un solo movimento: quello della battuta o bunt. Non può distarsi a visualizzare e decifrare gesti complicati]

[Il segnale non è solo istruzione tecnica, contenuto. E’ anche incitamento, consolazione, rassicurazione, cazziatone]

[Quindi deve essere SEMPLICE e INTUITIVO e quadrare con il “linguaggio del corpo”. Esempio: “battere le mani” non può significare “lascia passare un lancio”. “Fai un bunt a sorpresa, ti do un solo lancio a disposizione” non può essere visualizzato da “mi tocco il ginocchio, la spalla, il naso, giro la testa”]

[Idem per i falsi segnali]

[E’ un dialogo con il coach che mi dice PERCHE’, non solo COME e COSA]

[Un incitamento può nascondere un segnale]

[Il coach di prima vede il catcher che chiama un cambio: “ritmo!” Oppure vede che chiama una Esterna “Energia!” (con la “e”) oppure “andiamo!”, “muoviamoci!” (apriti, è esterna), o Interna: “Dacci dentro!” (“palla dentro”)].

[Il ritmo dei segnali deve essere quello della battuta.
NO segnali che rompono i ritmo del pensiero e del gesto]

[parliamo alle MANI e ai PIEDI, non intasiamo il CERVELLO
(anche con i GESTI dei segnali)]

[Quindi, per SEMPLIFICARE:]

[NON usiamo la chiave]

[POCHI falsi segnali]

[il PRIMO gesto SENSATO che faccio è il segnale.
Se non sai cos’è, è falso]

[OFFUSCHIAMO e SEMPLIFICHIAMO tenendo tutti i gesti VICINI]

[Coach di terza che si gratta la testa per dire chiave, poi mette le mani sui pantaloni per dire rubata, poi la mano fa un giro sul petto per dire “copri la rubata con un finto bunt”… se ci metti anche due o tre falsi segnali, diventa un balletto che toglie energia mentale e concentrazione sia al coach sia al battitore. E’ così preso dai segnali che si dimentica di dare istruzioni al corridore in seconda]

[Gli occhi del battitore non devono “ballare” in giro. Non costringiamocelo proprio noi con i segnali]

[fissare un PUNTO STABILE LONTANO aiuta il battitore a rilassare occhi e mente prima della battuta]

[Questo punto stabile NON PUO’ ASSOLUTAMENTE essere un coach che dà le spalle o che sbuffa o che è ASSENTE dal box. Costa SEMPRE almeno due strike. Guardami, sono sereno, guarda cosa sto dicendo, fai il tuo lavoro. Accorcia il giro. Attento al cambio. La testa!]

[efficacissimo, con battitore che ha affiatamento: in allenamento, evidenziare insieme UN difetto del battitore, UNO SOLO, il più grave, scegliere la parola-chiave: “se sei in crisi cosa devo dirti?” “Dimmi solo PIEDI”]

[Mentre dai segnali, parla. “Andiamo con quella mazza, Rossa!” e intanto segnale di bunt]

[NON usiamo la CONFERMA, per vari motivi:]

[se il battitore non sta guardando il coach negli occhi, e se fra loro non c’è un’intesa tale per cui basta che faccia “sì” con la testa (ma neanche… lo VEDI, se si sta posizionando per un “sorpresa”), è inutile dare segnali o fare strategia. MANCA L’ESSENZIALE, MANCA LA CHIMICA. Oppure la tecnica è ancora così acerba, che la priorità è guardare la palla e girare. I segnali fanno solo casino.]

[è un gesto fisico IN PIU’ in un momento in cui il battitore deve pensare a UN SOLO gesto]

[casomai il battitore deve pensare ai PROPRI falsi segnali: al linguaggio del corpo verso il lanciatore.
Al nostro livello, il MEGLIO è: che il battitore faccia poca roba e che appaia sicuro di sé, e che quando sta per fare qualcosa di strano non faccia o riceva cento gesti]

[il gesto di conferma tende a diventare VISTOSO, ESAGERATO quando il segnale chiede un’azione decisiva.

Io vedo un manager avversario che fa dieci gesti mentre di solito ne fa due, il battitore che diventa serio serio, e conferma in modo solenne, magari guardando i compagni in base… Ciao. Io porto avanti gli angoli perché è certamente un bunt. E se mostra il bunt, è sicuramente finto e farà uno slash. Eccetera.]

[Invece: segnali e azione, stesso ritmo, stesso linguaggio del corpo]

[allenare INSIEME. Alleniamo i battitori DANDO I SEGNALI invece che parlando. Do il segnale di bunt, e lancio la palla. Do il segnale di finto bunt e slash, e lancio. Il battitore deve avere le mani e i piedi che seguono direttamente il segnale]

[allenarCI insieme, coach e battitori e corridori]

[questo è uno skill di SQUADRA]

[Allenare le partenze dalla base con i segnali invece che spiegando a voce: segnale di rubata fanno lo scatto della rubata, segnale di bunt eccetera]

[fare batting practice dando i segnali]

*** UNA PROPOSTA STRUTTURATA DI SEGNALI ***

[esempi concreti di segnali:]

[nel caso della battuta e bunt, usiamo questo sistema]

[MANO APERTA O CHE SI APRE: evoca l’esplosione – la battuta]

[MANO CHIUSA: azione trattenuta. Ovviamente il bunt]

[MANO CHIUSA CHE SI APRE: finto bunt e batti]

[MANO APERTA CHE SI CHIUDE: fai finta di battere e fai bunt a sorpresa]

[MANO CHIUSA CHE SI APRE E SI CHIUDE: finto bunt, finto slash, tocchi in bunt]

[a quel punto posso gesticolare NATURALMENTE al ritmo della voce, fare i miei ragionamenti con il battitore, incoraggiarlo:]

[dài Giovannina, batti forte! La mano sinistra mostra lo “schiaffo” della battuta… e la mano si chiude mentre si muove. Giovannina fa sì con la testa, si mette per battere… bunt a sorpresa! Mentre TUTTO il linguaggio dei corpi faceva aspettare una battuta. Tre metri di vantaggio per Giovannina]

[Oppure: “andiamo, usciamo bene dalle basi!” e il gesto dei due pugni alzati come dire “dure!”. Le orecchie di tutti hanno sentito “pronte a rubare”, invece è bunt]

[E’ meno folcloristico che fare gesti esoterici e spettacolari, ma ha più senso TECNICO, PSICOLOGICO, e FONDE i due RUOLI DEL SUGGERITORE: strategia, ma anche sostegno tecnico e umano al battitore]

[Questi due ruoli sono inseparabili. Oggetto di un prossimo discorso]

[mai perdere eye contact con il battitore.]

[mai assentarsi dal box]

[Torniamo ai segnali]

[Pugno chiuso esce UN dito (qualsiasi)…: PRENDI UN lancio e mettiti in posizione di bunt. Si usa quando si fa rubare.]

[mano aperta si chiude ma resta fuori UN dito (qualsiasi)…: PRENDI UN lancio e mettiti in posizione di BATTUTA. Si usa sul 3 a 1 quando l’allenatore decide che il lanciatore è cotto, vogliamo la base ball a costo di un K. Il lanciatore deve credere che arrivi battuta e quindi tira fuori dal piatto]

[TUTTI I SEGNALI SOPRA DIVENTANO:]

[mano apre e chiude, chiude e apre, chiude apre richiude… tutti guardano quella. E io però faccio il gesto con la mano sotto la cintura o rivolta verso terra: è “IN BASE SI CORRE!”.]

[MANO APERTA E CHE SI CHIUDE, IN BASSO: fingo di battere, faccio bunt a sorpresa, e il corridore parte in rubata. Cosiddetto “bunt e corri”]

[MANO APERTA, IN BASSO: “batti e corri”. il battitore batte sapendo che il compagno ruba. Palla verso terra anche su ball che non sia lancio pazzo]

[MANO CHIUSA, UN DITO FUORI, VERSO TERRA (bunt + prendi un lancio + corri) è la rubata classica: il corridore ruba, il battitore si mette in posizione di bunt e all’ultimo momento lascia passare la palla, ostacolando la vista e lo scatto al catcher]

[COSI’ DIVENTA UN ALFABETO, NON IDEOGRAMMI]

[Cioè: se non mi ricordo una combinazione, basta ragionare. Un’azione corrisponde a una FRASE, non a un “balletto” di gesti che costringono il mio cervello a pensare “gesti” mentre sto già pensando al GESTO che devo fare].

[I falsi segnali (pochi) vanno fatti con la mano che fa gesti assurdi: pollice verso, tocco la pancia, tocco il mento… Poca roba. Sennò metto troppa roba in testa al mio battitore]

[In certi momenti devi solo rasserenare il tuo battitore. I falsi segnali sono gesti che tu sai che la fanno ridere o evocano INTESA fra voi. Quella che si è fatta i capelli strani, le fa il segno delle forbici. Quella che tifa Milan e ieri sera hanno preso tre peri in Champions, le fai il tre con la mano, lei si gira, ti manda affanculo ma ride. Intanto l’altra mano ha fatto il gesto del bunt.]

[Oppure i falsi segnali sono veri gesti: mi tocco la fronte con la faccia seria, ti sto dicendo che devi pensare meglio perché hai preso due strike, la mano scende, si chiude a pugno e si apre. Quel piccolo gesto di comunicazione in più che hai fatto basta a distrarre gli avversari, che possono pensare sia un segnale]

[sei i gesti del suggeritore sono SOBRI, NORMALI, l’avversario può immaginare che QUALSIASI COSA sia un segnale. va in crisi, PIU’ che con falsi segnali clamorosi]

[non giochiamo in major league: pochi gesti SUBITO COMPRESI bastano e avanzano]

[Torniamo al bunt]

*** IL BUNT DI SACRIFICIO ***

SACRIFICIO

SCOPO — > PRIORITA’ — > TECNICA

SACRIFICIO:
SCOPO: AVANZARE CORRIDORI
PRIORITA’: TOCCARE LA PALLA!!! TOCCARE LA PALLA!!! TOCCARE LA PALLA!!!

Anche con due strike: è una regola, ma cosa vuoi dire. Che batti con l’idea che non ce la farai? Anche girare la mazza al terzo strike e non battere, è out. Allora non si gira il terzo strike? Allenati a farlo bene, e fallo con due strike.

[Bunt con due strike: perlopiù non se lo aspettano. Micidiale]

Tecnica del sacrificio. Timing
CALMO
LENTO
IN ANTICIPO

Il segnale di bunt di sacrificio si dà nascosto solo per poter fare le FINTE. Ma di per sé il segnale dovrebbe essere: l’allenatore grida “bunt!” mentre il lanciatore si rilassa. Dare tempo agli avversari di crederci. Vogliamo che lo sappiano e ci credano. Questo rende devastanti lo slash, la rubata, lo slap, le finte.

Sacrificio: mi giro quando… l’arbitro dichiara l’inizio della partita. No: mezz’ora prima.

Sacrificio: MANI ALTE. Sotto il mento.

Un collega mi ha detto: io dico SOTTO IL NASO!

Sacrificio MAZZA E OCCHI FERMI.

Sacrificio: PIEDI FERMI.

Sacrificio: SEDERE BASSO, TESTA ALTA. NIENTE GOBBA

Sacrificio: PESO AL CENTRO DEL CORPO (serve per poter fare slash)

Sacrificio: MANI UNITE

“MANI UNITE” E’ DISCUTIBILE. E’ UNA SCELTA.

Mani unite: è una scelta.
Svantaggio: il colpo della la palla può spostare la mazza (foul, pop)
Svantaggio per le ragazze: richiede forza nelle mani, e di allenarsi
VANTAGGIO: sono rapido nello slash
VANTAGGIO: se faccio una finta l’avversario non lo vede
VANTAGGIO: semplifica il gesto
VANTAGGIO: migliora la mira (mani dritte sulla palla come nella battuta, il cervello gestisce meglio che “una mano di qua una di là)

Far provare scivolamenti veloci delle mani: non è facile.

Mani unite come nella battuta, dove la mazza comincia a ingrossarsi (di solito c’è un anello colorato)

Sicurezza? L’impugnatura “a pistola” lascia coperte le nocche, e il dito “grilletto” rischia la slogatura.

La sicurezza sta nell’avere le mani davanti al naso/occhi: se vedi la palla sulle mani, le sposti e tocchi. Se hai le mani lontane dagli occhi, invece rischi.

[coordinazione binoculare/bilaterale]

Sacrificio: rispetto all’impugnatura classica da battuta, la mano destra può anch ruotare leggerissimamente (1 cm) verso l’alto, in modo da esser “dietro” (UN centimetro!) invece che “sotto”. Semplicemente: se spingo, la mazza andrà GIU’. Pignoleria.

Sacrificio: non arretrare la mazza

Sacrificio: non spingere la mazza

Sacrificio: gomiti bassi e morbidi

sacrificio: come se prendessi una palla davanti al viso a due mani

Sacrificio: mazza che copre tutto il piatto, in larghezza, e dritta parallela al bordo del piatto. UN MURO. “TU DI QUI NON PASSI” (costringe il lanciatore a tirare cose strane. MAI tirerà la veloce in mezzo al piatto. E le cose strane può sbagliarle).

Sacrificio: mazza alta sotto il mento, se la palla è bassa scendo con le ginocchia, a costo di mettere il destro a terra (vedi fotografie)

Sacrificio: mazza NON INCLINATA a 45 gradi. Appena appena, 5/10 gradi,
quanto basta per non andare in foul.
Troppo inclinata = se la palla è bassa o esterna, per compensare la inverto — > palla in foul

Far provare: da posizione battuta a posizione sacrificio, gambe giù!

Far provare a scendere con le ginocchia, 5/10 volte

*** DA SACRIFICIO A INGANNO: LE FINTE ***

Abbiamo detto che nel sacrificio “ci facciamo mettere out per la squadra”…
… mica detto!!!

Il sacrificio è così lento e “ovvio”, che lo usiamo per ingannare

[ancora: vedi lezione su OODA]

Sacrificio diventa rubata (tolgo la mazza)
Sacrificio diventa slash (arretro la mazza e sparo)
Sacrificio diventa bunt spinto (esplodo con il piede destro)
Sacrificio diventa finto slash e bunt (arretro la mazza, la rimetto dritta, tocco)

Non sanno se davvero sarà sacrificio. Gli complico la vita.

[Se è sacrificio gli angoli devono entrare. Ma se invece fosse rubata? Meglio stare verso le basi. E se fosse spinto? Non sanno bene cosa fare.]

L’importante è che sia sempre lo stesso gesto.

Noi useremo molto il sacrificio + inganno (finte, varianti)

[Sacrificio copre rubata: se strike tengo lì la mazza evitando la palla. Se ball, la tiro via (non troppo: lasciamola lì a disturbare il catcher, ma facciamo vedere che non vogliamo battere.)]

[far provare 10 volte: da sacrificio a tirar via la mazza perché è ball]

[Bunt spinto: lo scopo è fare una valida. La difesa ha visto il bunt, avanza, li supero]

Far provare da sacrificio a spinto, dieci ripetizioni lente

Far provare da sacrificio a spinto, dieci ripetizioni esplosive

sacrificio diventa slash

Far provare da sacrificio a slash, dieci ripetizioni esplosive

Lo slash si può fare fermando la mazza davanti, per una piccola spinta (più certezza di riuscire) oppure con una gran sventolata di polsi. ma devo essere capace di farla tenendo la mazza piatta. Se non sono capace, meglio un colpo secco

[Senza chiusura: supero gli angoli, trovo il buco di secondabase o interbase]

[Con chiusura: esco dal diamante]

Mostrare.

Tecnica: gambe ferme, tengo la spalla un po’ chiusa, arretro la mazza fino alla spalla e la sparo avanti

Arretro la mazza mentre il lanciatore gira il braccio

Falso slash: arretro la mazza in anticipo, come se “non lo sapessi fare”. Faccio fare due passi indietro a terza e prima, o li spavento. Quando la palla sta arrivando rimetto la mazza in posizione bunt e la tocco a mazza ferma.

Far provare, 10 volte slash completo, con e senza chiusura

[Far provare, 10 volte finto slash e bunt]

*** BUNT A SORPRESA ***

Bunt a sorpresa = bunt per valida

Scopo: arrivare salvi in prima

[Quando: no con due giù]

Meno precisione del sacrificio, più rischi

[Non va bene per tutti]

[Lanci: strike bello da battere. palla interna, mandare verso la terza base]

[Al primo lancio? No. Sventolo forte il primo lancio. Se non la becchi, fanno un passo indietro, bunt a sorpresa]

[Se fallisce, cambiare subito strategia. Non c’è più sorpresa]

[Quando: quando il braccio gira. parto tardi e vado svelto]

Come: velocissimo. Piedi e mani velocissimi

COME: posizione normale di battuta, dietro nel box. Piede destro fa un passo dietro, piede avanti si ficca nell’angolo del box, la mazza CADE: la mano destra “fa” il bunt, la sinistra appoggia solo la mazza al corpo

Far provare: 10 volte passo lento

Far provare: 10 volte passo veloce

Far provare: passo e mani, 10 volte

[fare: due saltelli, destro/sinistro e bunt]

[allenare: invece della mazza, usare un guanto mancino e far prendere la palla]

Le mani vengono avanti con il piede sinistro

[Peso viene avanti con il piede sinistro e le mani]

Tronco e piedi girati verso prima base, mazza parallela al piatto

Tocco la palla con i piedi pronti a correre (comodi, flessibili)

[esercizio: da posizione di battuta, due saltelli e fare il gesto tecnico]

Tocco la palla, e il piede destro viene subito avanti: primo passo verso la prima

*** LO SQUEEZE ***

[Scopo: SACRIFICARSI per fare arrivare a casa il corridore in terza
Priorità: IL CATCHER NON RICEVE LA PALLA. ]

[Su qualsiasi lancio tranne lanci pazzi incontrollabili per il catcher.]

[Non deve fallire]

[Gesto tecnico del bunt di sacrificio ( = massimo controllo)
Timing del bunt a sorpresa = scendo quando il braccio del lanciatore gira]

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