Ancora sull’alibi del “calcio strapotente che soffoca gli altri sport”

Feisbuc oggi mi chiede “cosa stai facendo?”… e io rispondo.
A parte preparare il piano di preparazione invernale (fisica e tecnica) sulla battuta, ,
continua il tour delle scuole.

Novità della settimana:

1) Abolito definitivamente il tee.

Impariamo subito a girare forte senza PAURA del K. Sbagli? Riproverai. Anzi, one-pitch così riproviamo tutti due o tre volte.

Impariamo a ricavare la precisione dalla velocità.

Impariamo che per colpire un oggetto in movimento è meglio muoversi in modo esplosivo (che sia una zanzara o una palla da softball).

Se questo è lo scopo, il tee, che suggerisce la necessità di non sbagliare (tre strike, poi ti metto lì il tee come dire “non sbagliarmi anche quetso”) non incentiva la velocità.

Nonostante i suoi ENORMI vantaggi per il giocatore “esperto” (che al tee deve lavorare tantissimo), non “rompe il ghiacco” nell’alunno che ha poche occasioni di compiere gesti atletici e che deve acquisire “schemi mentali”

“Sbagliamo in allegria”, e prima o poi colpiremo.

Risultato, picchiano come fabbri.

2) constatazione: la situazione del materiale nelle scuole è DISASTROSA.

Vedo le classi a settimane alterne. Quando non vado io, la maestra “addetta all’educazione fisica” fa fare esercizi, o partitelle su varianti del baseball (pallone da volley, il “battitore” riceve il pallone e senza pausa lo “rilancia in campo”, si corre si tira si prende si elimibna come nel baseball).

Problema: la scuola ha 250 alunni in classi da 22/25 ma non possiede 25 palline da tennis del decathlon, né il denaro per comprarle.

Provvederò io, ma… è allarmante.

Nota a me stesso. I kit “little league” per le scuole… da ripensare. I guanti “di ghisa”, estrusi in forma di ciabatta chiusa e impossibili da “formare”, non servono quasi a nulla in terza e quarta elementare, e in compenso tre palline non consentono di far lavorare in circuito 25 bambini (rimbalzanti a coppie, palleggi al muro, palleggi a se stessi al volo, eccetera).

Tante palline, una mazza, le basi.

3) “chi di voi fa sport?”. Si alzano tre mani (su 25).

Ma la novità non è questa.

La novità è che l’UNICO che risponde “calcio”, poi a fatica riesce a rincorrere la pallina.

No, non “fanno calcio”.

Smettiamola con l’alibi del “calcio che divora ogni risorsa”.

Non fanno sport, e la scuola non ha attrezzatura di NESSUNO sport.

Tirarsi su le maniche e reintrodurre lo sport nelle scuole, altro che “guerre fra poveri” o “lotta di classe contro lo strapotere del calcio”.

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